Cuneo
Ieri & Oggi
LA CITTÀ DI UNA VOLTA

Cuneo, roccaforte degli assedi conquistata solo da Napoleone

Nel 1382 fece atto di sottomissione ai Savoia. È simile a Torino

C’era una volta l’antica Auriate, scomparsa nel Medioevo senza lasciare tracce. E dire che Auriate era pure sede di un episcopato, un grosso centro del Piemonte meridionale. Secondo alcuni storici, proprio questa città di origine romana sarebbe stata l’antenata di Cuneo. Già, ma quando è sorto il capoluogo della Granda? Si trattò di una città nata per volere delle popolazioni limitrofe, forse addirittura dei milanesi fuggiti dalla loro città dopo la distruzione operata da Federico Barbarossa.

A dirla tutta, di quel primo periodo si sa poco; i primi tre rettori del borgo furono, nel 1198, Pipinus de Vignolio, il lombardo Peyre Rogna e Berardus de Valgrana. Da quel momento, la città, diventata libero comune, si trovò nel gran caos delle lotte tra impero e papato e tra i potentati piemontesi: marchese di Saluzzo e di Monferrato in primis. Infine, nel 1382, i cuneesi – dopo circa due secoli di guerre ininterrotte – fecero atto di sottomissione ai Savoia. E da quell’anno la città divenne una delle più fedeli alla dinastia sabauda.

Certo, cambiò la sua funzione e la sua vocazione: inizialmente, Cuneo era un fiorente borgo posto sulla strada per la Liguria; con i Savoia, che controllavano il Nizzardo, Cuneo divenne un baluardo strategico, perché permetteva il collegamento con le due porzioni del territorio sabaudo. Ed ecco che iniziò quello spirito militaresco di Cuneo che è continuato fino sostanzialmente all’altro ieri («Sono un uomo di mondo, ho fatto tre anni di militare a Cuneo!», è la celebre battuta di Totò).

L’importanza dal punto di vista strategico della città era ben nota anche ai nemici dei Savoia, che a più riprese assediarono Cuneo: due in particolar modo sono gli assedi celebri, quello del 1691 e quello del 1744. Va detto che Cuneo uscì vincitrice da tutti i cinque grandi assedi che dovette sopportare: nessun nemico riuscì a conquistarla, arroccata com’era in cima ad una collina e ben difesa. Un vero e proprio primato. Napoleone riuscì invece a prendere Cuneo senza colpo ferire, per lo sbandamento della forza piemontese. Con i francesi, divenne in poco tempo capoluogo del Dipartimento della Stura.

Tra le città piemontesi, Cuneo è forse quella più simile a Torino, dal punto di vista architettonico. Sembra davvero la piccola Torino del Piemonte meridionale, per il carattere ortogonale delle sue strade e per la geometria della smisurata piazza centrale, intitolata a Tancredi Galimberti. Al centro della piazza si trova il monumento alla figura di Giuseppe Barbaroux, uno dei cuneesi più noti. Altro cuneese “acquisito” e celebre fu Federico von Leutrum, gentiluomo di origine sassone, luterano, che il re Carlo Emanuele III di Savoia aveva incaricato di difendere la città nel 1744. Particolarmente amato dai suoi soldati, divenne protagonista di una nota ballata popolare.

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