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Cronaca

Un’altra fumata nera sul nuovo Papa. «Ma sarà un conclave breve»

Sale l’attesa dei fedeli per l’elezione del nuovo Papa, ma anche la seconda fumata dal comignolo di piazza San Pietro di questa mattina è stata nera.  La prima aveva lasciato l’amaro in bocca solo a chi si aspettava un ulteriore colpo di scena dopo le “dimissioni” di Benedetto XVI. Dalla piazza si è alzato un boato, un «no» collettivo prolungato dall’eco. L’elezione del Papa alla prima consultazione tra i cardinali l’avevano preventivata solo in pochi e questa mattina sono iniziate le votazioni che potrebbero davvero decidere «presto» il nome del nuovo pontefice. Quattro scrutini al giorno per un conclave che pare non debba far restare troppo in attesa il mondo cattolico.

A parte l’irruzione di un’attivista del movimento di protesta ucraino Femen, che la polizia ha trascinato lontano da piazza San Pietro dopo uno spogliarello per mostrare la scritta “No Pope” sul corpo nudo, la cerimonia di apertura del conclave si è svolta secondo protocollo. Monsignor Guido Marini, maestro delle celebrazioni liturgiche, ha pronunciato l’extra omnes poco dopo le cinque e mezza e dalla Sistina sono usciti tutti gli addetti alla cerimonia e i prelati. Dopo la tradizionale processione dalla Cappella Paolina e la chiusura delle porte, i centoquindici cardinali non avranno più alcun contatto con l’esterno se non dopo essere usciti al seguito del nuovo pontefice.
Come annunciato dalla Santa Sede, la processione verso la Cappella Sistina era iniziata un’ora prima, conclusa dal canto “Veni creator” e dal giuramento. Ad aprire la fila è stato il cardinale statunitense, James Michael Harvey dell’Ordine dei diaconi, il primo a varcare la porta della Cappella Sistina seguito dal cardinale Giuseppe Versaldi.

Tra gli ultimi porporati a fare ingresso nella Sistina c’erano i cardinali Giovanni Battista Re e Tarcisio Bertone, uno dei sette piemontesi che partecipano al conclave. Insieme a Lodovico Poletto, arcivescovo emerito di Torino, tra gli elettori ci sono Giuseppe Bertello, canavesano di Foglizzo e oggi al vertice del Governatorato della Città del Vaticano, il vercellese Giuseppe Versaldi, vescovo emerito di Alessandria e oggi presidente della Prefettura degli Affari economici della Santa Sede, l’alessandrino Domenico Calcagno, presidente dell’amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, il novarese Giovanni Lajolo, già presidente del Governatorato Vaticano a metà del decennio scorso, e Paolo Sardi, originario di Ricaldone e nominato Benedetto XVI cardinale diacono di Santa Maria Ausiliatrice in via Tuscolana. La convocazione del conclave è spettata al Decano del Sacro Collegio, Angelo Sodano, che invece non parteciperà all’elezione avendo superato gli ottant’anni.

Enrico Romanetto

 

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