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Cronaca

Il Colle: «Un nuovo governo o voto» E nomina Monti senatore a vita

L’approvazione definitiva del Ddl di stabilità avverà entro la settimana. La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha infatti deciso che se il provvedimento sarà trasmesso dal Senato nelle prime ore di sabato, passerà prima rapidamente in Commissione per approdare nel pomeriggio in Aula, dove sarà votato lo stesso giorno. Se invece il Senato impiegasse più tempo a votare il Ddl, lo scadenzamento sarà lo stesso, su domenica invece che su sabato. Comunque lunedì il provvedimento sarà legge. Il provvedimento è arrivato in Senato attorno alle 18 di ieri, portato dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Poi il testo è stato illustrato in commissione. Dalle prime indicazioni sui contenuti è emerso che vi sarebbero previste anche alcune modifiche all’articolo 18 dello statuto dei lavoratori.

Qualche ora prima, il capo dello Stato, che in serata ha nominato senatore a vita Mario Monti, uno dei nomi più accreditati per la guida di un eventuale governo tecnico per il dopo-Berlusconi, aveva chiarito in una nota che bisogna stringere i tempi. «Entro breve tempo – ha detto Napolitano – o si formerà un nuovo governo che possa con la fiducia del Parlamento prendere ogni ulteriore necessaria decisione o si scioglierà il Parlamento per dare subito inizio a una campagna elettorale da svolgere entro i tempi più ristretti».

Un’ipotesi, quest’ultima, che il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, considera l’unica praticabile. «Siccome non ci sono altre maggioranze possibili – ha spiegato il premier -, vedo solo le elezioni all’inizio di febbraio». All’interno del Pdl, però, non tutti la pensano allo stesso modo. Non la pensa così l’ex ministro Claudio Scajola, secondo cui «le elezioni anticipate non sono auspicabili», e non la pensa così il sottosegretario Gianfranco Miccichè, leader di Grande Sud, per cui «andare al voto adesso significa rendere più instabile e meno credibile il nostro Paese». Concordi anche il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, l’ex ministro berlusconiano, Beppe Pisanu e il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi (Pdl), che non esclude la formazione di un governo di emergenza nazionale «ampiamente condiviso». 

Di seguito, il testo integrale della nota del presidente della Repubblica:

1) non esiste alcuna incertezza sulla scelta del Presidente del Consiglio on. Silvio Berlusconi di rassegnare le dimissioni del governo da lui presieduto. Tale decisione diverrà operativa con l’approvazione in Parlamento della legge di stabilità per il 2012;

2) sulla base di accordi tra i Presidenti del Senato e della Camera e i gruppi parlamentari sia di maggioranza sia di opposizione, la legge sarà approvata nel giro di alcuni giorni;

3) si svolgeranno quindi immediatamente e con la massima rapidità le consultazioni da parte del Presidente della Repubblica per dare soluzione alla crisi di governo conseguente alle dimissioni dell’on. Berlusconi;

4) pertanto, entro breve tempo o si formerà un nuovo governo che possa con la fiducia del Parlamento prendere ogni ulteriore necessaria decisione o si scioglierà il Parlamento per dare subito inizio a una campagna elettorale da svolgere entro i tempi più ristretti. Sono pertanto del tutto infondati i timori che possa determinarsi in Italia un prolungato periodo di inattività governativa e parlamentare, essendo comunque possibile in ogni momento adottare, se necessario, provvedimenti di urgenza.

 

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