img_big
Cronaca

Trattativa a oltranza sulle pensioni, Bossi: “Stavolta si rischia la crisi”

Dopo la fumata nera di ieri al termine del consiglio dei ministri, all’interno della maggioranza proseguono le trattative per trovare la quadra sul delicato (e spinosissimo) tema delle pensioni. Il Pdl, Berlusconi in testa, vorrebbe riformare il sistema previdenziale, portando l’età pensionabile a 67 anni tanto per gli uomini quanto per le donne. Il Carroccio, però, dice no, e a questo punto non è escluso che il governo possa cadere. «Stiamo trattando. Mi pare ci sia questa ipotesi» ha detto questa mattina il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, «ma i margini di trattativa ci sono». «Stavolta si rischia la crisi», ha aggiunto il leader dellla Lega, Umberto Bossi. Il Senatur ha parlato al termine di un vertice a Pdl-Lega a palazzo Grazioli cui hanno partecipato, oltre al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, i ministri della Lega Nord Roberto Maroni e Roberto Calderoli, il segretario del Pdl Angelino Alfano e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta.

Il tema pensioni era tornato d’attualità domenica, al termine di un Consiglio europeo in cui l’Ue aveva chiesto all’Italia di adottare ulteriori misure per affrontare la crisi e per lo sviluppo. Il premier, prima di lasciare Bruxelles, aveva annunciato che il giorno successivo avrebbe provato a convincere gli alleati della Lega sulla necessità di riformare il sistema pensionistico. Ma ieri mattina è arrivata la prima doccia fredda. Dopo il “no” deciso del capogruppo alla Camera, Marco Reguzzoni, era intervenuta Rosi Mauro, segretario generale del Sindacato Padano e vicepresidente del Senato: “Non è possibile che ogni volta che c’è da sistemare i conti in questo Paese la prima cosa che viene in mente è di metter mano alle pensioni. Noi diremo di no e, nel caso, siamo pronti a scendere in piazza”. In serata, dopo un vertice della Lega e una serie di incontri di Berlusconi con il ministro Tremonti, il tanto atteso consiglio dei ministri in cui però, a quanto pare, ciascuno è rimasto sulle proprie posizioni.

Il presidente del consiglio, però, non demorde. E continua a cercare di persuadere l’alleato Umberto Bossi. Il tempo, però, sta per scadere. Domani, Bruxelles attende una pianificazione precisa di quello che l’Italia intende fare per ridurre il debito. E la lettera di intenti che secondo qualcuno Berlusconi potrebbe presentare in caso di mancato accordo con il Carroccio potrebbe non bastare.

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Gruppo Gheron
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo