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Cronaca

I ribelli mettono una taglia sulla testa del colonnello: «Vivo o morto»

Il bunker di Muammar Gheddafi a Tripoli è sotto il controllo degli insorti. Da Londra, il ministro degli Esteri libico, Abdul Ati al-Obeidi, ha ammesso che il potere di Muammar Gheddafi è finito. E i ribelli hanno annunciato che chiunque catturerà o ucciderà il Raìs sarà graziato. Il Consiglio Nazionale di Transizione (Cnt) libico ha anche offerto 1,6 milioni di dollari per la cattura di Gheddafi, vivo o morto. La somma (pari a due milioni di dinari libici) è stata stanziata da un gruppo di imprenditori e dallo stesso Cnt, che ha inoltre offerto la piena amnistia a qualunque collaboratore di Gheddafi che consegni il rais ai ribelli.  Da martedì notte la bandiera degli insorti sventola sulla fortezza del rais, ma di lui non c’è traccia. «Morte o vittoria contro l’aggressore», ha ripetuto il Colonnello in un messaggio audio trasmesso da una radio locale, invitando poi il suo popolo, in un secondo appello via audio, a «ripulire Tripoli dai traditori». «Ho passeggiato in incognito, senza che la gente mi vedesse, e ho notato giovani pronti a difendere la loro città», ha affermato anche il leader libico. Il Colonnello, secondo Mahmud Nacua, incaricato d’affari dell’Ambasciata libica a Londra, si starebbe nascondendo con alcuni collaboratori in una fattoria nei dintorni di Tripoli. La capitale intanto è ancora un campo di battaglia. E ieri mattina sono state udite diverse potenti esplosioni, almeno dieci, che hanno letteralmente scosso la zona orientale della città.

 

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