Dopo le scie chimiche, un altro "complotto"

“Il crollo del Ponte Morandi? Un falso”: la Procura di Torino apre fascicolo per calunnia

Indagato il blogger Rosario Marcianò: gli atti passati da Genova per competenza

Sostiene da mesi che il crollo del Ponte Morandi, a Genova, sarebbe un falso. Che nessuna persona è morta in quella immane sciagura datata 14 agosto 2018 e che i parenti, i funerali, le bare sarebbero una colossale messa in scena.

Il blogger Rosario Marcianò, già famoso per le sue teorie sulle scie chimiche, stavolta ha davvero esagerato. Ed è finito sotto accusa. La Procura di Torino ha aperto un fascicolo nei suoi confronti per calunnia, dopo aver ricevuto per competenza gli atti dalla Procura di Genova. A lavorare sul caso, la pm Laura Longo.

Attraverso fantasiose ricostruzioni condite da improbabili video diffusi sul web, Marcianò ha ribadito più volte come, in ossequio a una vera e propria – nonché fantomatica – teoria del complotto, il ponte fu fatto saltare in modo programmato, come in una demolizione controllata. I video della tragedia? Secretati e manipolati ad hoc.

Nonostante l’evidente grossolanità dei filmati posti a sostegno della sua “teoria”, le tesi di Marcianò sono diventate virali on line. Grande la partecipazione anche alle raccolte fonde on line organizzate dal blogger. Diversi parenti delle vittime e numerosi sfollati di Genova, però, hanno sporto denuncia: loro sanno bene qual è la triste verità.

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