famiglia marocchina via martorelli
Cronaca
VIA MARTORELLI

Crolla il soffitto e la famiglia va in hotel: «Ma ora rischiamo di finire in strada»

Il nucleo è ospitato in albergo ma domani scade la proroga: «Non sappiamo dove andare»

Entro domani dovranno lasciare l’albergo perché non possono più pagare. Peccato che in quello stesso albergo ci sono finiti a forza, in quanto la loro casa è inagibile. Una vicenda beffarda, ma è ciò che sta accadendo davvero a una famiglia marocchina che abitava in via Martorelli. Mamma, papà e tre figlie piccole, una di un anno e cinque mesi appena. Abdelilah, 40 anni, racconta che tutto ha avuto inizio ad aprile, quando a causa delle infiltrazioni erano crollate alcune parti del soffitto. «In camera da letto è venuto giù di tutto, per fortuna nessuno di noi si è fatto male». Sul posto erano arrivati i pompieri, e poi ancora i tecnici del Comune. La famiglia ha dovuto abbandonare l’alloggio di via Martorelli “per necessità di interventi urgenti di messa a norma”, si legge nell’ordinanza comunale.

Così, per il nucleo famigliare è stata trovata sistemazione, temporanea, presso l’hotel Sharing di via Ribordone, struttura alberghiera convenzionata col Comune. Da aprile fino a maggio compreso, le spese le ha pagate Palazzo Civico. Ma la sistemazione in hotel prevede un massimo di 45 giorni, già scaduti. «Ma noi non possiamo trovarci una casa, adesso», dicono marito e moglie. Sì perché, beffa delle beffe, Abdelilah ha il contratto in scadenza al lavoro e per questo nessuno gli dà un affitto. Tra l’altro, ora è pure in infortunio perché, il 19 maggio, si è fatto male alla gamba in un incidente durante dei lavori per il teleriscaldamento. Un crollo mentre si trovava in una buca. «Ho fatto domanda per la casa popolare, non sono ancora uscite le graduatorie», racconta. Per il mese di giugno, la direzione ha concesso alla famiglia di rimanere in hotel, previo pagamento di 600 euro. Una proroga, che scade domani. “A seguire ci sarà l’intervento immediato con sgombero”, così la direzione in una nota consegnata alla famiglia. «Insomma, ci butteranno in strada», dice Abdelilah, che ora lancia un appello di aiuto, a cui si può rispondere chiamando il numero 3279510997.

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