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Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Criminali maledetti: ”Vanno fermati”

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L’allarme criminalità lanciato nei giorni più bui della pandemia, purtroppo è realtà. Lo testimoniano le rapine finite nel sangue, i pestaggi selvaggi, gli scippi cruenti. Ma mai, come la notte scorsa, si sono verificati, a distanza di poche ore, due omicidi così emblematici della violenza che anima i criminali. Un padre di famiglia ammazzato con un colpo di pistola al petto solo perché ha tentato di difendere il figlioletto e la moglie da due rapinatori entrati nella sua villetta di Piossasco; un ragazzo bengalese che qui aveva trovato un lavoro onesto da lavapiatti, addirittura decapitato dai fendenti di un assassino che probabilmente conosceva bene, nel piccolo alloggio in corso Francia. Ambienti diversi, la stessa feroce determinazione di malviventi che sono pronti ad uccidere per pochi euro, o addirittura per lavare nel sangue un piccolo sgarbo. Serve una reazione pronta e determinata per proteggere i cittadini. Serve, come viene detto a più voci dalla politica, la legittimazione vera della difesa dei propri cari e del proprio patrimonio. E certi buonismi d’accatto che si accendono quando è il malvivente a cadere, devono cedere il passo al rispetto della legalità. Non ci saranno parole per spiegare al piccolo Tommaso l’uccisione di un padre eroe che si è scagliato contro i rapinatori ed è morto. E non basterà chiamarlo eroe quando si celebreranno i suoi funerali, tanto per lavarsi la coscienza. Come non ci saranno parole per annunciare alla moglie del giovane bengalese, da cui aspetta un bimbo, che qui, a Torino, dove lui stava raccogliendo i risparmi per dare loro un futuro sereno, una mano assassina gli ha tolto il respiro per sempre. La cruda realtà è che, con la ritrovata libertà di muoversi e di lavorare, anche i criminali hanno rialzato la testa. E altri che forse non lo erano ancora, tentano di imitarli. Lo Stato e la politica non possono più assistere silenziosi. Servono uomini e mezzi idonei per le nostre forze dell’ordine, esposte ogni giorno a violenze e provocazioni. Torino non può diventare un nuovo Far West.

beppe.fossati@cronacaqui.it

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