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IL CASO Prima udienza in tribunale per la maxi truffa

Crac di Arredando: parte una trattativa per risarcire i danni

Più di 350 clienti non hanno ricevuto i mobili. Alcuni imputati dicono di essere pronti a pagare

Le foto del divano nella cartellina patinata, la carta fedeltà, una riga sul prezzo, il maxi sconto. Sembrava il regno degli affari quel gran magazzino dei mobili. E ai primi clienti, in effetti, è andata bene. Tanto che in brevissimo tempo si è sparsa la voce.

E in tutta Torino e provincia è risuonato il vecchio motto che rese celebre un altro mobilificio: «Provare per credere». A chi ci ha creduto, alla fine, è andata male. Perché una volta ricevuto l’acconto i venditori hanno cominciato a prendere tempo. E poi, ad un certo punto, il telefono ha smesso di squillare.

Cornuti e mazziati, i clienti si sono ritrovati davanti a un magazzino chiuso, sul cancello un foglio con l’indirizzo di una caserma della finanza con l’invito a rivolgersi alle fiamme gialle se si faceva parte dei truffati.

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