La manifestazione davanti al palazzo della Regione Piemonte

Torino, in piazza Castello la protesta dei centri estetici: “Fateci lavorare, basta chiusure”

"No all'abusivismo, sì alla sicurezza. Siamo stanchi di essere presi in giro" scandiscono i manifestanti

Centri estetici in piazza a Torino (foto di repertorio).

In piazza Castello a Torino va in scena la protesta dei centri estetici. “Fateci lavorare” è l’appello lanciato alle istituzioni. Manifestazione questa mattina, davanti al palazzo della Regione Piemonte. Seduti, a gambe incrociate, come a voler dire “ci avete lasciati… seduti per terra” i lavoratori del settore hanno simbolicamente chiesto alle istituzioni: “Perché siamo chiusi, quando da noi igiene e sanificazione sono al primo posto?”

ABBIAMO IL DIRITTO DI LAVORARE
Nelle mani dei manifestanti cartelli con su scritti slogan come “No all’abusivismo”, “Abbiamo diritto di lavorare”, “Basta chiusure, sì alla sicurezza”. “La motivazione per cui siamo rimasti chiusi nessuno la conosce” ha spiegato Vito Gioia, esponente di Federvie Piemonte. “Una chiusura che ha generato il lavoro in nero” ha aggiunto.

LA DENUNCIA: NOI CHIUSI E CENTINAIA DI ESTETISTE A DOMICILIO
Secondo i manifestanti, ci sarebbero state “centinaia di estetiste sul territorio, che hanno continuato a lavorare a domicilio, girando le case dei clienti, col rischio di contagiare o contagiarsi”.

PROTOCOLLI DI SICUREZZA COME DAL MEDICO
“Abbiamo dei protocolli di sicurezza paragonabili ad un ambulatorio medico – ha detto Maria Mediati di Unione Estetisti – Siamo stanchi di essere presi in giro, le istituzioni ci spieghino perché noi siamo stati chiusi, quando i nostri centri sono in sicurezza come ci era stato chiesto dopo il primo lockdown”.

MOLTI RISTORI NON SONO ARRIVATI
“Molti ristori – ha aggiunto Gioia – non sono arrivati e comunque non sono sufficienti per compensare la chiusura di un’attività”.

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