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IL BILANCIO

Il Covid azzera i matrimoni: 300 milioni di euro in fumo

Gli sposalizi rinviati al 2021: non resta una sola data disponibile

Quel «sì» tanto atteso è stato spazzato via dal Covid. Sono centinaia gli sposi che si sono trovati costretti a disdire location prenotate con mesi di anticipo, ristoranti e fotografi e a rimandare il loro “giorno più bello”. Tra cerimonie religiose e unioni civili, il comparto matrimoniale ha perso 300 milioni di euro solo nel torinese e le date per il 2021 sono già quasi tutte sold out.

«Bisogna comprendere – commentano gli operatori del settore – che per ogni decreto del Governo che proroga il lockdown, le imprese registrano disdette di mesi e il relativo spostamento delle date nella stagione invernale». Ammesso che ci sia il via libera alle cerimonie a partire dal prossimo autunno. Le prime a essere travolte dalla crisi sono state le location in cui si sarebbero dovute svolgere le unioni, con annessi catering e ristoranti. Per loro, la perdita di fatturato si aggira intorno ai 250 milioni di euro. Non da meno, anche il atelier di abiti di sposa e vestiti per damigelle e invitati hanno subito una tremenda battuta d’arresto, con perdite che si attestano intorno ai 40 milioni di euro.

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