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I gusti di una volta
IL PIATTO FORTE

Cotechino e lenticchie a tavola: a Capodanno non può mancare

Una tradizione, forse romana, vuole che porti fortuna verso l’anno nuovo

Cotechino e lenticchie, ricetta piemontese? È una ricetta facile, tipica del periodo natalizio e soprattutto di Capodanno. Ma in Piemonte l’accoppiata cotechino e lenticchie è assolutamente tradizionale, un vero classico dell’inverno senza scomodare i riti laici del veglione di San Silvestro e senza pensare alla scaramanzia e alla fortuna. Insomma: lenticchie e cotechino, e basta. Premessa: il cotechino è un prodotto della macelleria piemontese da lungo tempo, tanto che è uno dei pezzi essenziali del gran bollito misto. Ed è curioso constatare come, in genere, lo si compri al supermercato e non in macelleria. Il cotechino precotto semplifica le cose, ma a dirla tutta si tratta di due cose completamente diverse: da una parte abbiamo un prodotto industriale, dall’altra un prodotto artigianale. Una distanza siderale, specie se si tratta di macelleria italiana. Da non confondere con il suo parente stretto, lo zampone, il cotechino è diffuso in tutta Italia e specialmente nel Nord, nell’area padana (la genesi sarebbe modenese, nel XVI secolo). Deve il suo nome alla cotica, la cotenna di maiale (nella ricetta tradizionale la cotica rappresenta almeno il 50% degli ingredienti): è composto da un impasto a base di carni suine, grasso, cotenna, sale e spezie.

Nella tradizione piemontese, può essere utilizzato anche in molti altri modi: come antipasto, magari avvolto in una buona pasta brisée o nella pasta sfoglia, o accompagnato con purea o lenticchie per secondo. Ma perché il cotechino si mangia prevalentemente a Capodanno? Una tradizione, pare di origine romana, vuole che porti fortuna. Ad essere di buon auspicio, però, sarebbero le lenticchie e non esattamente il cotechino. Infatti, le lenticchie sarebbero associate alla buona sorte per la loro forma: disposte in un sacchetto da crude, o cotte, darebbero l’idea di una piccola cascata di monete. Inoltre, essendo di alto valore nutrivo, erano un cibo prezioso nell’alimentazione dei poveri. C’è anche il noto riferimento al passo biblico (libro della Genesi) che potrebbe aver enfatizzato il valore di questo piatto, e quindi potrebbe aver avuto origine la credenza che questo legume porti soldi o perlomeno fortuna. In realtà, nulla si sa di preciso. L’accostamento delle lenticchie alla notte di San Silvestro sarebbe almeno di origine medievale.

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