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LARGO GOTTARDO

Costretti a dormire sotto un porticato. «Siamo una famiglia, dateci una casa»

Marco, Alessio e Marina si sono conosciuti in strada: «Ora ci aiutiamo a vicenda»

Un letto e un materasso, gentilmente donati da anonimi cittadini di zona. E poi le coperte e i vestiti ammucchiati dentro le borse. È tutta lì, sotto quel portico che da l’accesso alle case popolari, la vita di tre italiani rimasti senza casa e senza lavoro. Marco, 39 anni, Alessio, 36 anni, e Marina, 53 anni, hanno in comune una fortissima amicizia (consolidata nell’ultimo mese) e rapporti non proprio semplici con le loro famiglie d’origine. Così dopo aver occupato un locale abbandonato, si sono trovati di nuovo senza un tetto. Non sapendo dove andare hanno portato tutto ciò che restava loro sotto un portico, in largo Gottardo. «Non vogliamo vivere così ma non ci è rimasto nulla – racconta Marco, con un passato da giardiniere -. Io avevo un lavoro che il Covid mi ha portato via a inizio anno. Oggi vivacchio guadagnando qualche soldo in nero. Vorrei avere una casa mia ma senza busta paga nessuno ti considera». Storie difficili, come quella di Alessio che la strada la conosce bene. «Da tanti anni mi arrangio perché non ho un lavoro – rivela -, e quando è arrivata l’opportunità di entrare a dormire in una casa ho accettato. Mi sono messo anche d’impegno per tenerla pulita, peccato che qualcuno abbia fatto la spia. Ora siamo da punto a capo».

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