Bocciofila
Cronaca
CIRCOSCRIZIONE DUE

Costi alti e scarso utilizzo dei campetti: una bocciofila su tre ha chiuso i battenti

Su 19 circoli, 7 sono inutilizzati. «Ora trasformiamoli in portinerie di comunità»

Un circolo su tre ha chiuso i battenti. La crisi delle bocce, conclamata in tutta Italia, colpisce duramente nell’area sud di Torino, e in particolare nei quartieri della circoscrizione Due. È quanto emerso da un’indagine condotta dalla sottocommissione Sport e impianti sportivi del centro civico, che ha mappato tutte le bocciofile presenti a Mirafiori Sud, Mirafiori Nord e Santa Rita.

Ebbene, dall’indagine risultano 19 bocciofile in concessione, di cui dieci chiamate bocciofile “di base” con valenza sociale e ruolo aggregativo, e col canone più basso, e nove bocciofile con canone definito tramite valutazione patrimoniale, dove oltre a fare sport ci sono anche bar o ristorante. Su 19 impianti sportivi, 12 risultano attivi, mentre 7 sono inutilizzati. Dunque, nella Due una bocciofila su tre ha chiuso i battenti.

Luca Galeasso, coordinatore della sottocommissione sport e impianti sportivi, afferma: «Sono tanti i motivi che portano una bocciofila a chiudere. Abbiamo purtroppo una forte riduzione delle utenze, costi più alti a fronte di minori entrate. Senza dimenticare i danni da atti vandalici o l’inutilizzo prolungato». Tra i costi lievitati ci sono, ovviamente, le utenze, mentre le bocciofile sono usate principalmente per le partite e non come luogo aggregativo in generale. Anche i tempi di fruizione sono sempre più limitati, in quanto i soci si limitano a un utilizzo “stagionale”del circolo e non lo frequentano tutto l’anno. Per cui, molti sono costretti a chiudere.

Nella Due le bocciofile chiuse, alcune delle quali hanno già restituito le chiavi, sono: via del Prete 64, corso Siracusa 213, corso Galileo 230, via Nitti 8, via San Marino 133, via Portofino 30 e via Filadelfia 205. Come convertire gli impianti dove non gioca più nessuno? Indispensabile una variazione d’uso. «L’idea è trasformare gli impianti chiusi – prosegue Galeasso – in portinerie di comunità o portierati sociali, per garantire un aumento del periodo e delle fasce orarie di utilizzo. Dobbiamo ragionare su una riduzione del numero di spazi con le bocce come realtà principale. Avere 19 bocciofile non ha più senso, oggi. Devono diventare luoghi con finalità sociali più aperte, sul modello ad esempio della portineria di Porta Palazzo».

Nelle idee della Circoscrizione, dei sette impianti inutilizzati almeno quattro dovrebbero diventare locali ad uso diverso da quello sportivo: via San Marino, via Filadelfia, corso Galileo e via Nitti. In uno di questi quattro spazi, verrà attivata la portineria di comunità.

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