Valentina
Cronaca
IL RACCONTO

Cosimo e Antonio, corpi sbagliati e quell’identico destino di morte

Entrambi travestiti, avevano accumulato una fortuna prostituendosi per la “Torino bene”

Esiste un solo modo per raccontare questa storia. Ed è partire dall’inizio, tornare al 1995. Da due anni il sindaco è Valentino Castellani, le Olimpiadi sono ancora solo un’idea nella testa dell’Avvocato e le notti proibite di Torino sono animate da Valentina, al secolo Cosimo Andriani, una bellissima trans che alcuni anni prima divideva il marciapiede con Asha, al secolo Antonio Andriani, suo fratello.

Due sorelle transessuali, abbastanza da eccitare la fantasia della Torino bene e da riempire le loro tasche di soldi. Tanti soldi: centinaia di milioni di lire, gioielli, pellicce. Asha fu uccisa nel 1991: era salita sull’auto sbagliata, con due giovani in cerca di emozioni forti e un colpo di pistola alla nuca mise fine alla sua vita.

Valentina aveva paura di fare la stessa fine ma in realtà ad ucciderla non fu un cliente, ma un uomo che aveva conosciuto in discoteca e che aveva conquistato il suo cuore: Umberto Prinzi, nato a Carignano nel 1971. Venne condannato a 22 anni, anche se il corpo di Valentina non c’era. Lo fece ritrovare lui, nel 2007, in un dirupo a Viù.

Si diceva pentito, forse lo era davvero o forse cercava solo uno sconto di pena. Due anni fa venne scarcerato ma evase dai domiciliari. Tornò in galera da dove è uscito lo scorso ottobre. A suo carico c’è ancora in piedi un procedimento, a Livorno, per un furto di formaggio. «L’udienza era fissata a marzo – spiega l’avvocato Stefano Gubernati, che lo difendeva -. La prossima settimana avevamo appuntamento. Era un tipo tranquillo, molto curato, mai scurrile. Della sua vita privata non parlavamo mai».

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