Falso (@HayDmitriy -Depositphotos)
Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO

Così non è se vi pare

Non è facile distinguere il vero dal falso. Per millenni ci si è basati sull’autorità della fonte (e lì sacerdoti e tiranni ci han campato alla grande), poi sul fatto che fosse stampato (e lì il potere ha cominciato ad alzare gli argini, imponendo la censura preventiva, bruciando libri o mettendoli all’indice…), poi con i film, la Tv e Internet la diga è crollata. L’altro mostro che ha sempre affiancato la censura è la disinformazione. I grandi commercianti di cereali riuscirono a lungo ad arginare la concorrenza della patata, giunta ai primi del ‘500 dall’America e affermatasi solo nell’800, attribuendole ogni genere di poteri malefici (è frutto del diavolo, rende sterili…). La Chiesa Cattolica giustificò per secoli il suo diritto a governare i territori dell’ex impero romano con la “Donazione di Costantino”. La pergamena fu creduta vera per più d’un millennio finché nel 1440 l’umanista Lorenzo Valla ne dimostrò la falsità con inoppugnabili argomenti filologici (vi figuravano termini non ancora in uso ai tempi di Costantino). Un altro noto esempio sono i falsi “protocolli dei savi di Sion” inventati (e ancor oggi circolanti tra gli islamici fanatici) per giustificare l’antisemitismo. L’arte del falso, grande alleata della disinformazione, ha fatto passi da gigante, sia nei campi tradizionali (i falsi diari di Hitler furono pagati quasi quattro miliardi di lire degli anni ’80 da una rivista autorevole come Stern) sia in quelli elettronici (pensate ai moderni effetti speciali dei film e alla realtà aumentata). Insomma, si può persino credere che i 24mila euro trovati nella cuccia del cane della senatrice Pd Monica Cirinnà fossero davvero i risparmi del parco animale.

collino@cronacaqui.it

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