mostra-Michelangelo
Tempo Libero
PINACOTECA AGNELLI

Così Michelangelo creava capolavori

Da oggi in mostra undici disegni realizzati dal maestro del Rinascimento

Molti dei suoi disegni li bruciò lo stesso Michelangelo perché, come scriveva il Vasari, «nessuno vedessi le fatiche durate da lui, et i modi di tentare l’ingegno suo, per non apparire se non perfetto». Molti furono venduti dai suoi discendenti a collezionisti e musei. Alla fine nella casa di famiglia ne sono rimasti circa duecento. Di questi, che rappresentano comunque la più grande collezione al mondo di opere grafiche del maestro del Rinascimento, un piccolo nucleo è da oggi esposto alla Pinacoteca Agnelli di Torino.

Arrivano direttamente da Casa Buonarroti, piccolo gioiello barocco secentesco nel cuore di Firenze, gli undici disegni che compongono la mostra realizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale MetaMorfosi e inaugurata ieri negli spazi progettati da Renzo Piano di via Nizza 230, disegni che vanno momentaneamente ad aggiungersi, fino al 21 luglio prossimo, al patrimonio artistico dell’avvocato Giovanni Agnelli e della moglie Marella e facenti parte dell’esposizione permanente della Pinacoteca diretta da Marcella Pralormo. «Un’occasione unica per ammirare questi studi di anatomia e e di architettura – sottolinea la presidente Ginevra Elkann – perché i disegni della collezione vengono esposti solo per brevi periodi all’interno della Casa Buonarroti oppure vengono dati in prestito presso musei e istituzioni internazionali». Ideata in occasione delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo e curata da Alessandro Cecchi, direttore della Casa di via Ghibellina 70, la rassegna “Michelangelo. Disegni da Casa Buonarroti” permette di percorrere tutte le fasi dell’elaborazione di quelle idee sviluppate da Michelangelo e che lo portarono alla creazione di capolavori come la Cappella Sistina. Proprio della Volta Sistina sono in mostra lo “Studio per l’Adamo della Cacciata dal Paradiso Terrestre” e lo “Studio per gli Ignudi”, mentre disegni preparatori di opere mai realizzate riguardano ad esempio i frontoni a matita rossa per la facciata di San Lorenzo. E poi gli studi per la “Porta della Sala al ricetto” e la “Porta d’ingresso al vestibolo” della Biblioteca laurenziana . Significativi della forza vitale e dell’energia che si sprigiona dalle figure dipinte da Michelangelo nella Cappella Sistina, sono gli studi di anatomia, come lo “Studio di gambe”, lo “Schizzo parziale di nudo virile”.

«Si tratta di disegni di vario tipo – spiega il curatore -, si va dai semplici schizzi a quelli più dettagliati, perché Michelangelo voleva ottenere la perfezione anche nella grafica».

In mostra anche un modello di torso virile, inizialmente attribuito a Michelangelo e in seguito ad un artista fiorentino del XVI secolo.

A corollario della rassegna si terrà un ampio calendario di incontri, visite guidate (anche in inglese), attività didattiche.

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Giubileo - Casa funeraria
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo