Urbano Cairo (foto Depositphotos)
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Così Cairo “gela” Juric: «Ogni anno 20 milioni e non è una bella cosa»

Oggi l’amichevole contro l’Apollon Limassol

Ancora senza acquisti, ancora con i volti noti. Ivan Juric continua ad avere gli stessi uomini, la dirigenza non gli ha ancora regalato i rinforzi tanto invocati. E giusto ieri si sono visti il dt Vagnati e il dirigente Moretti, arrivati per la prima volta a Waidring da quando è cominciato il ritiro. Intanto oggi, alle ore 18, è in programma l’ultima amichevole in Austria, con i granata che sfideranno l’Apollon Limassol. Il bilancio del campo, al momento, è positivo: una sconfitta e due vittorie, ma sono più gli aspetti positivi che quelli negativi.

Juric può proseguire a lavorare sulla sua strada, anche se pure contro i campioni di Cipro non avrà nessun volto nuovo da poter provare in formazione. Si avvicina la chiusura per Jason Denayer, il centrale belga chiamato a prendere il posto di Gleison Bremer, ma a meno di sorprese clamorose non si vedrà in Austria. Ecco, quindi, che “l’undici tipo” da presentare contro l’Apollon Limassol avrà le solite lacune, specialmente sulla trequarti: Seck e Radonjic rimangono i trequartisti attualmente titolari, ma è possibile che a Seerkirchen si decida di dare una chance anche a Edera e Verdi.

Rispetto alla vittoria contro il Trabzonspor, però, scalpita Sanabria per un posto dal primo minuto, anche perché nelle ultime ore ha smaltito quasi definitivamente gli acciacchi che aveva accusato nei giorni scorsi. Qualche in dubbio riguarda Vojvoda, il quale si è fermato per un problema muscolare che andrà valutato dallo staff medico granata. Questo è quanto può sfoggiare Juric, con il gruppo che comunque dimostra una certa unione: Lukic e compagni, infatti, hanno cenato insieme allo staff in un ristorante di Waidring, staccando così la spina dalle questioni di campo e potendo godere di qualche momento di svago tutti insieme.

Intanto, il presidente Urbano Cairo è tornato a parlare di calcio sostenibile. E il bilancio che ne ha fatto è preoccupante: «La pandemia ha peggiorato le cose, il Toro era noto per vincere lo scudetto del bilancio ma dal 2020 abbiamo fatto malissimo e perso un sacco di soldi – spiega il patron – e il Covid in questo ci ha sicuramente penalizzato: il calcio in cui ogni anno ci metto 20 milioni non è una buona cosa, non è facile da sostenere e va ripensato come sistema». A margine della presentazione del Festival dello Sport, Cairo ha aggiunto: «Il calcio italiano ha perso treni importanti in questi 10 anni e siamo dietro a Germania e Spagna per diritti tv, bisogna ripartire dai vivai».

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