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Cronaca
IL CASO «Illegittimo chiedere una diaria nelle case di cura»

«Così 9mila malati non autosufficienti non ricevono cure»

In 2.700 non beneficiano del contributo per le Rsa. Altri 6.600 devono pagarsi l’assistenza domiciliare

Le case di cura che richiedono ai degenti il pagamento di una diaria di 75 euro, oltre il 60esimo giorno di ricovero, svolgono «una pratica illegittima, e gli utenti ricoverati lì dalle Asl possono restituire le fatture al mittente». Parola di Maria Grazia Breda, presidente della Fondazione promozione sociale onlus, intervenuta ieri sulla questione del pagamento richiesto da molte strutture sanitarie che coinvolge e preoccupa centinaia di pazienti malati non autosufficienti e famigliari in provincia di Torino. L’indicazione della Fondazione è ora sostenuta dalla recente Sentenza del Consiglio di stato sui Livelli essenziali di assistenza che conferma l’illegittimità di una “sanità a tempo” cioè la dimissione dei pazienti dopo un numero di giorni fissato a priori. «Abbiamo chiesto al presidente della giunta regionale – dice Breda – di inviare subito una circolare agli ospedali e a tutte le strutture sanitarie, per precisare che la titolarità dei ricoveri è dell’Asl di residenza dei pazienti e che non spetta alle case di cura definire la durata del ricovero. È vero che la delibera regionale 14/2013 stabilisce che dopo un tempo standard l’Asl abbatte del 40% il rimborso della tariffa alle case di cura, ma non permette l’interruzione della cura e l’addebito di costi ai degenti».

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