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Cosa si vince oggi?

Che anno incredibile! Abbiamo vinto a Wembley, nella casa degli inventori del football, il campionato europeo di calcio, che gli inglesi consideravano talmente già loro da dimenticare, dopo la sconfitta, il proverbiale fair play britannico e commettere due enormi cafonate: il pubblico ha vuotato lo stadio prima della premiazione e i giocatori si sono sfilati dal collo la medaglia d’argento subito dopo averla ricevuta. Poi abbiamo fatto il record di medaglie a Tokio (40 alle Olimpiadi e 69 alle paralimpiadi) e abbiamo vinto tre ori ai mondiali di ciclismo nelle Fiandre. Non contenti, ci siamo portati via altri due titoli europei nel pallavolo, femminile e maschile. Basta così? Macché. Altra soddisfazione tipo calcio in Inghilterra, paese che, se non ha inventato il polo (lo hanno fatto i cinesi) lo ha codificato e insegnato al mondo. Bene: quest’anno in casa loro abbiamo vinto il titolo europeo, maschile e femminile. A questo punto – pensavo – ci restavano da vincere solo i mondiali di morra. Invece è arrivato un titolo ancora più strano: campioni mondiali di pasticceria. Il terzetto di chef pâtissiers azzurri ha trionfato a Lione, in casa dei padri storici della pasticceria fine: altra soddisfazione tipo Wembley. La tradizione pasticcera più prestigiosa in Italia è torinese (anche se ispirata ai cugini d’oltralpe) grazie ai Savoia. Ancora oggi esistono o si ricordano pasticcerie leggendarie come Pfatisch, Romana&Bas, Stratta, Baratti&Milano. Torinese è il sapore che ha stregato i palati di tutto il mondo: cioccolato al latte + nocciole gentili di Langa = gusto Gianduja, da cui i mitici giandujotti, ma soprattutto la stupefacente (in tutti i sensi) Nutella. Altro che Sacher.

collino@cronacaqui.it

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