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IL CASO

Corsa ai tamponi per lavorare: uno su quattro “marca visita”

Diecimila richieste di vaccini in più ma oltre 17mila lavoratori sono in mutua

A ventiquattro ore dall’entrata in vigore dell’obbligo di Green Pass sui luoghi di lavoro, esorcizzato quello che in molti temevano come un “venerdì nero”, il generale Francesco Figliuolo si è accorto di un altro effetto collaterale. Quasi auspicato. Una crescita della richieste per avere il vaccino e di conseguenza il Green Pass. Non l’unico, però. Perché mentre continua la corsa ai tamponi, con un aumento di circa il 40% del carico di lavoro per le farmacie tanto che la Regione ha dato disponibilità per farli anche presso gli “hotspot”, quasi un lavoratore su quattro ha scelto di mettersi in mutua nel giorno del debutto del certificato.

Chiedendo al medico quello sanitario, sì, ma per non andare a lavorare. Il 15 ottobre, infatti, l’Inps ha segnalato un aumento di 17.320 lavoratori ammalati rispetto al venerdì precedente, il 22,6% in più. A segnalare di essere in malattia sono stati 94.191 lavoratori contro i 76.851 di una settimana prima. L’aumento è stato inferiore alla media, ma comunque alto, tra gli addetti del pubblico (+18,3%), superati dai cosiddetti “privati tutelati” (+21,1%). L’impressione di chi ha osservato i numeri è che molti lavoratori siano rimasti a casa per prendere tempo senza temere particolari conseguenze, magari in attesa di vaccinarsi o di un rinvio dell’obbligo della vaccinazione.

A riguardo arriva un monito dall’Ordine dei Medici. «Niente certificati al telefono, si concedono solo dopo visita in presenza, come prescrive la legge. E per quelli rilasciati sono state seguite tutte le regole». A migliorare, comunque, sono anche le cifre della campagna vaccinale. Secondo gli ultimi aggiornamenti sarebbero state 69mila circa le somministrazioni delle prime dosi effettuate ieri in tutta Italia. E confrontando il dato giornaliero con quello di venerdì scorso, quando le prime dosi avevano raggiunto quota 58.661, si registra un differenziale di oltre 10mila vaccinati in più.

Il numero totale di persone che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino ha superato quota 46 milioni, dato pari all’85,41% della platea vaccinabile, costituita dagli over 12. I vaccinati completi (con due dosi) sono invece 43,74 milioni, pari a circa l’81% della platea. Il numero totale di somministrazioni – secondo l’aggiornamento sempre di ieri mattina – ha superato 87,3 milioni.

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