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L’iniziativa

Coronavirus, la Chiesa di Torino e della Val Susa lancia Fondo di Solidarietà per i lavoratori

Donazioni deducibili, prestiti fino a 3mila euro per le famiglie in difficoltà, supporto costante. Nosiglia: “È ora di cambiare il sistema economico in cui viviamo”

Le diocesi di Torino e della Val Susa hanno costituito un Fondo di Solidarietà dove far confluire risorse per aiutare i lavoratori in difficoltà. Il fondo, sviluppato attraverso la Fondazione Mario Operti in collaborazione con l’Ufficio Pastorale e del lavoro, è aperto al contributo di cittadini, imprenditori, associazioni ed enti che potranno effettuare donazioni deducibili.

Lo ha annunciato monsignor Cesare Nosiglia in uno dei passaggi del suo messaggio al mondo del lavoro in vista del Primo Maggio. “L’enorme sconvolgimento della pandemia ha svelato anche le molte debolezze del nostro stile di vita”, ha scritto l’Arcivescovo di Torino. “Il contagio ha accentuato la ‘crisi di sistema’ nel mondo economico e finanziario: una crisi a cui la nostra area torinese era già fortemente esposta prima del virus. Molte imprese, anche nei mesi scorsi, stavano annunciando chiusure e fallimenti, e dunque ancora disoccupazione. Ricordo i colloqui con i lavoratori della ex Embraco, della Martor, della Olisistem e della Mahle e le chiusure e gravi difficoltà di tante imprese della bassa Val Susa in particolare”.

Nessuno sarà lasciato solo: “A loro va ancora una volta la mia vicinanza e preghiera: sono ben consapevole delle difficoltà che ancora dovranno affrontare. Il nostro sistema produttivo, economico e lavorativo, già fiaccato da una lunga transizione incompiuta, ha assolutamente bisogno di risollevarsi. Tutti insieme, istituzioni pubbliche, società civile e, nel proprio ambito, la Chiesa torinese e della Val Susa dobbiamo trovare nuove strade per non spegnere il nostro territorio”.

Per Nosiglia “è ora di cambiare il sistema economico in cui viviamo, ed è questo un impegno che riguarda e coinvolge tutti. Sono già molti gli imprenditori rispettosi dell’ambiente e dei diritti e opportunità dei lavoratori. Occorre incoraggiarli, così come bisogna che i lavoratori siano preparati ad affrontare i cambiamenti che il mondo nuovo richiede”.

Spazio, dunque, ai prestiti sociali e al Fondo di Solidarietà. In una prima fase potranno essere elargiti prestiti fino a 3mila euro per persone e famiglie che rischiano concretamente la povertà, poi scenderanno in campo parrocchie e volontari che aiuteranno chi ha bisogno a trovare lavoro e a offrire supporto. Infine, sempre secondo Nosiglia, si proseguirà sul percorso intrapreso dal Tavolo del lavoro, considerato “strumento di dialogo con le realtà produttive, sociali, economiche, coi sindacati, le associazioni d’impresa, le fondazioni per riflettere sul futuro del lavoro a Torino e nella Val Susa“.

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