Il governatore Alberto Cirio
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L’INTERVISTA

Coronavirus, Cirio: “Controlli della febbre a campione per chi entra dalla Francia”

Il governatore: “Stiamo predisponendo e allestendo tende ai varchi di frontiera. Chi presenta sintomi dovrà recarsi all’Asl”

Emergenza coronavirus: presto controlli a campione ai confini con la Francia. Ad annunciarlo, il governatore del Piemonte Alberto Cirio. “Ho fatto tutto quello che può fare un presidente di regione che non ha un esercito da mandare alla frontiera” ha spiegato il presidente della giunta in un’intervista andata in onda questa mattina nel corso del programma “Agorà” su Rai 3.

CONTROLLI AI VARCHI DI FRONTIERA
“Ho la Protezione civile – ha aggiunto – con la quale abbiamo attivato meccanismi di controllo ai varchi, nel senso che ai varchi di frontiera con la Francia stiamo predisponendo e allestendo delle tende della Protezione civile”. Siamo affiancati dalla polizia e faremo un’azione informativa e di controllo a campione”, vale a dire, ha proseguito Cirio, “prenderemo la febbre a chi arriva e varca le nostre frontiere, non possiamo fare di più perché andiamo a toccare competenze non regionali ma di diritto internazionale”.

CHI HA LA FEBBRE DEVE RIVOLGERSI ALL’ASL
“Tutto ciò che possiamo dire a un francese che entra in Piemonte è: ‘stai entrando in un territorio presidiato, questo è come ti devi comportare‘ e soprattutto se lo fermiamo ed ha la febbre gli intimiamo di recarsi presso l’Asl più vicina a noi per essere preso in carico dal sistema sanitario regionale” ha quindi precisato il governatore piemontese.

COSI’ SU CHIUSURE DI BAR E RISTORANTI
Quanto poi alle chiusure di bar e ristoranti, decretate dal nuovo Dpcm del governo, il Piemonte “ha puntato i piedi sulle chiusure dei locali alle 24, perché siamo convinti che il problema non siano i ristoranti, o i parrucchieri, ma l’assembramento di fronte ai locali nelle strade e nelle piazze. Siamo contenti sia andata così” ha ribadito Cirio dicendosi soddisfatto delle misure contenute nell’ultimo Dpcm per far fronte all’emergenza Coronavirus.

BISOGNA ESSERE PIU’ RIGOROSI FUORI
“Abbiamo lavorato tutto sabato e domenica per concertare i contenuti del Dpcm – ha spiegato il presidente della giunta regionale ad Agorà- di solito ci arrivava un’ora prima di essere firmato per le osservazioni invece questa volta ne abbiamo condiviso alcune parti e siamo stati ascoltati”. “Ciò non toglie che fuori bisogna essere più rigorosi“.

I RAGAZZI GRANDI POSSONO STARE A CASA
Per quanto concerne il capitolo scuola, “nel nuovo Dpcm – ha osservato Cirio – non ci sono misure specifiche, ma rimandi alle norme esistenti. Asili, elementari e medie non si possono pensare non in presenza degli alunni”. Diverso il discorso delle scuole superiori: “se non si possono raddoppiare i mezzi di trasporto, nonostante la Conferenza delle Regioni avesse già segnalato la problematica, bisogna intervenire dove si fa meno danno, ovvero con i ragazzi più grandi che possono stare anche essere lasciati a casa da soli. Ma è una scelta estrema”.

L’INCONTRO CON L’UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE
In ogni caso “incontrerò il direttore dell’ufficio scolastico regionale per individuare un meccanismo per non mandare i ragazzi delle superiori tutti insieme a scuola nello stesso momento. Parlerò con l’Ufficio scolastico regionale e con i rappresentanti sindacali di dirigenti e insegnanti per trovare un meccanismo.

POSIZIONE CONDIVISA CON TOTI E FONTANA
Lo faremo come Regione, ma ho già parlato con Toti e Fontana per avere un’area omogenea di riferimento ed una posizione condivisa, dal momento che molti dei miei ragazzi vanno a scuola in Lombardia e viceversa. Entro oggi avremo una posizione molto chiara” ha quindi concluso Cirio.

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