FRANCO FAGGIANI
Libri
IL COLLOQUIO

«Coraggio, gentilezza, idee e lungimiranza per ricostruire: ad Amatrice e in pandemia»

Franco Faggiani e una storia di dolore nel terremoto

Agosto 2016, FrancescaCapodiferro, giovane geologa e capo squadra dei vigili del fuoco, è sui monti della Laga, assieme ai suoi cani. Nella notte, la catastrofe: il terremoto ad Amatrice. E lei è una delle prime persone ad arrivare sul posto. Nei giorni seguenti, cercherà, da sola con i suoi cani, disperatamente tra le macerie, nelle grotte dei monti, i sopravvissuti. E’ un viaggio nel dolore e nell’animo umano, “Tutto il cielo che serve” (Fazi, 18 euro), il nuovo romanzo di Franco Faggioni, milanese con il cuore in Val di Susa, in uscita il 21 e presentato in anteprima domani alle 16, in Sala Rossa.

Una donna forte, Francesca.
«Una donna fragile e determinata, una delle poche caposquadra in un ambiente molto maschile, alle prese con l’insofferenza dei colleghi e tutte le difficoltà del caso»

Perché la scelta di ambientare ad Amatrice, a cinque anni dal terremoto?
«In tutti i miei romanzi scrivo di montagne, di natura, ma per una volta volevo far presente che la natura non è sempre amica, contro di lei perdi sempre e devi trovare il coraggio di andare avanti»

Come Amatrice sta faticosamente provando a fare.
«La ricostruzione è difficile, in un terremoto si perdono vite, edifici, ma soprattutto memorie. Per riprendersi servono quattro cose, io le chiamo “la mia Cgil”: coraggio, gentilezza, idee, lungimiranza. Ciò che io credo che serva per uscire dal disastro di un terremoto e che oggi ci servono per uscire dalla pandemia, per tornare a una nuova vita».

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