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LA NAZIONALE

Contro l’Inghilterra Immobile all’attacco: «Torno per segnare»

Contro il tabù San Siro, che negli ultimi anni non ha mai portato benissimo alla Nazionale, e contro una delle favorite per i prossimo Mondiali, che l’Italia guarderà in tv. Domani alle 20,45 la sfida con l’Inghilterra (preceduta questa pomeriggio dall’amichevole delle due Under 21) vale solo per la Nations League e magari per pensare di vincere il girone. Arbitrerà lo spagnolo Jesus Gil Manzano e Roberto Mancini manderà in campo il meglio di quello che gli è rimasto, con poco spazio per gli esperimenti. Il campionato gli consegna una Juventus e una Inter in crisi, ma tanto il pacchetto degli italiani che giocano da quelle parti è risicato. Così riparte dall’usato sicuro. Come Ciro Immobile che ha pensato di dire basta, dopo la nottataccia di Palermo contro la Macedonia e invece è ancora qui: «Ho avuto dubbi se lasciare la Nazionale dopo la mancata qualificazione e le tante critiche. Piano piano tornando a giocare con il club mi sono reso conto che avevo ancora qualcosa da dare alla Nazionale. Con sensazioni diverse, perché so che il Mondiale sarà tra quattro anni, l’età avanza. Ma se sto bene come oggi posso ancora dare tanto. Il ct non ha mai avuto il dubbio che abbandonassi, io e la mia famiglia ne abbiamo parlato molto e ho deciso di continuare». Un dato di fatto certo è che con la maglia dell’Italia non ha mai reso e segnato come con la Lazio. Come se lo spiega? «Me lo chiedo quasi tutti i giorni. Forse perché ho meno margine di errore e voglio strafare. Fa rosicare, ho vinto quattro classifiche marcatori di Serie A e con la Nazionale ho fatto un po’ meno. Critiche? Fa male quando sento che sono l’attaccante della mancata qualificazione al Mondiale ma non quello della vittoria all’Europeo».

Secondo le ultime indiscrezioni, al suo fianco partirà Raspadori. Sui giovani, Immobile ha un’idea chiara: «Ho fatto la gavetta, sono partito dalla Serie C del Sorrento, credo che debbano tornare a fare quello. Purtroppo con questa pressione che abbiamo si velocizza il loro percorso dei giovani e non gli si dà il tempo di esprimersi al meglio. Credo che abbiamo molti giovani bravi, dobbiamo dargli tempo e modo di crescere. Nel club è più semplice, in Nazionale ci sono molte più pressioni e difficoltà».

Intanto c’è l’Inghilterra, una sfida che per lui significa Wembley e i ricordi che porta con sé: «Con la Nazionale a Milano non abbiamo un bel precedente. Mi aspetto una partita dura, è una squadra fisica, tecnica e si deve preparare al Mondiale, questa è una delle poche partite in mezzo. Sappiamo di dover dare qualcosa alla nostra gente, sono molto delusi dalla mancata qualificazione. La Nazionale nei momenti difficili anche sulla base di quanto successo negli anni precedenti, è stato un punto di unione per tutti. All’Europeo un anno fa l’Italia si è unita per noi, dobbiamo ripartire da quello, gli italiani devono avere quel ricordo e darci fiducia per vivere altri momenti così».

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