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Salute
I DETTAGLI

Contro il tumore al seno non solo screening mammografico ma anche corretti stili di vita: il webinar

Martedì 6 aprile il meeting online dell’Associazione Prevenzione Tumori con il professor Oscar Bertetto

E’ un appello alle donne, più che la sola rappresentazione di un quadro epidemiologico disegnato da numeri e dati: correggete i vostri stili di vita se non sono giusti e osservate delle semplici ma precise raccomandazioni per non andare incontro al tumore del seno. Perché questa malattia, anche se ha visto negli ultimi anni ridurre la mortalità grazie ai programmi di screening e ai progressi terapeutici, per contro ogni anno registra un aumento dell’incidenza di questo tumore dell’1%, che significa che aumentano i nuovi casi.

L’appello arriva dalla Associazione Prevenzione Tumori che martedì 6 aprile approfondisce il tema nel nuovo webinar informativo con il professor Oscar Bertetto, Presidente del Comitato Scientifico dell’Associazione Prevenzione Tumori, che spiegherà le cause e i possibili fattori preventivi del carcinoma mammario (dalle 14,30 alle 15, il webinar verrà trasmesso in diretta sulla pagina Facebook ‘Associazione per la Prevenzione e la Cura dei Tumori in Piemonte ODV’ https://www.facebook.com/prevenzionetumori.org e gli ascoltatori potranno intervenire in diretta formulando domande e trovare le risposte che cercano scrivendo a comunicazione@prevenzionetumori.org)

Il link Zoom per partecipare https://us02web.zoom.us/webinar/register/WN_CocNZ-FHQ22-wfPOWCocxA

“Ci sono cause del tumore al seno su cui è più facile intervenire – spiega il Professor Bertetto-: sicuramente ridurre l’uso delle terapie ormonali in menopausa, ridurre il consumo di grassi animali e di alcol, per contro è importante aumentare il consumo di fibre vegetali. L’alterato metabolismo dello zucchero (condizioni di diabete o di prediabete) ed elevati livelli di colesterolo e di pressione arteriosa aumentano oltre che il rischio delle malattie cardiovascolari il tumore della mammella. La stessa insorgenza dell’obesità in post-menopausa con la sindrome metabolica è un altro aumento di rischio riconosciuto perché il tessuto adiposo modifica in estrogeno gli ormoni circolanti di origine surrenalica”.

Perciò ecco i possibili fattori preventivi. “Come il miglioramento dietetico e dell’attività fisica, poiché riducono il rischio di avere il tumore e il rischio di ricadute e recidive per le donne che hanno affrontato la malattia; non usare terapie ormonali in menopausa come già detto, avere una prima gravidanza il più precocemente possibile e in generale avere gravidanze, e poi allattarenon sottoporsi a troppe lastre al torace in età giovanile individuare la familiarità perché chi è portatrice del gene BRCA1 e BRCA2 dovrebbe fare uno screening del tutto diverso dal resto della popolazione o addirittura, in alcuni casi, scegliere di togliere la mammella o le ovaie”.
Il carcinoma della mammella è in Italia il tumore più frequentemente diagnosticato nelle donne, viene colpita una donna ogni 12.Rappresenta il 28% dei tumori nella donna(al secondo posto c’è il tumore del colon con il 14%) ed è il primo tumore per tutte le classi di età. Il carcinoma della mammella oltre che essere il primo tumore diagnosticato, è anche il primo tumore nella donna per mortalità per tutte le fasce di età. Nel 2020 sono attese circa55.000 nuove diagnosi e sono stimati 12.300 decessi, mentre sono 834.200 le donne italiane viventi dopo una diagnosi di tumore della mammella.
Se si registra un aumento dell’incidenza di questo tumore di circa l’1% all’anno, la mortalità si riduce del 2,2%ogni anno, fenomeno legato sia alla diagnosi precoce dovuta ai programmi di screening sia ai progressi terapeutici.
Per quanto riguarda la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi, è passata dall’81% negli anni ’90 all’87% negli ultimi anniuna delle più alte percentuali registrate in Europa(media europea 82%: l’85% nei Paesi Scandinavi, l’84% nel Centro Europa) grazie ad una diagnosi più tempestiva, ad una alimentazione migliore che, nel carcinoma della mammella, è dimostrato che facilita anche le cure, e grazie alla presenza degli ottimi Centri per il trattamento di questa neoplasia.
Tra i fattori di rischio ci sono età, fattori riproduttivi, fattori ormonali, fattori dietetici e metabolici, pregressa radioterapia a livello toracico, precedenti displasie o neoplasie mammarie, familiarità ed ereditarietà (5%-7%).
Grazie allo screening, rappresentato dalla mammografia, e alla maggior consapevolezza delle donne, la maggior parte dei tumori maligni mammari è diagnosticata in fase iniziale quando il trattamento chirurgico può essere più spesso conservativo e la terapia adottata più efficace, permettendo di ottenere sopravvivenze a 5 anni molto elevate appunto.
Tra tutti i programmi di screening quello della tumore del seno registra in Italia una risposta importante da parte delle donne, ma non c’è solo la prevenzione secondaria. Contro il tumore al seno sono determinanti anche i corretti stili di vita(la prevenzione primaria).
L’Associazione Prevenzione Tumori porta il messaggio della prevenzione anche in questa occasione. “Promuoviamo la prevenzione primaria con i teleconsulti con il nutrizionista e il chinesiologo che sono appena ripresi, perché è dimostrato che movimento e una corretta dieta sono i pilastri dei corretti stili di vita. Promuoviamo inoltre un uso corretto delle terapie ormonali, per esempio anche la contraccezione deve essere fatta con farmaci che possibilmente abbiano un dosaggio ormonale equilibrato e, se possibile, invitiamo le neomamme ad allattare al seno perché nel latte materno ci sono anticorpi che proteggono mamma e bambino dalle malattie” conclude il Professor Bertetto.

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