Una delle immagini corredate alle trenta pagine della tesina presentata da Pirlo
Sport
LA TESINA DI PIRLO

Da Conte ad Ancelotti, al Barça di Cruijff: «Così sarà la mia Juve»

Gioco d’attacco, «propositivo e di qualità», tanto possesso palla e «riaggressione» appena lo si perde. È “Il calcio che vorrei” nella tesi che Andrea Pirlo ha discusso per ottenere, con la votazione di 107, il patentino di allenatore professionista di categoria Uefa Pro. Dal bel gioco, che i tifosi della Juventus chiedono quasi quanto le vittorie, si deve passare perché «nel medio-lungo termine le prestazioni tendono ad allinearsi ai risultati», scrive nelle conclusioni il “Maestro”. Per lui, è l’anno dell’esordio in panchina, con un doppio salto mortale, visto che ha l’incarico di portare la Juventus al decimo scudetto consecutivo e alla gloria piena in Champions League. E allora Pirlo e il suo staff si attrezzano consci dei profondi cambiamenti: i giocatori – scrive nella tesi – devono adattarsi «al contesto sempre più liquido delle partite». Un concetto mutuato, pur senza citarlo, dal pensiero sulla società postmoderna, «liquida» appunto.

+++ CONTINUA A LEGGERE NEL GIORNALE IN EDICOLA OGGI +++

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo