Condominio
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IL CONDOMINIO

Il contagio della violenza urbana nel feroce mondo di J.G. Ballard

Alla riscoperta dello scrittore inglese considerato nume del cyberpunk

Considerato riduttivamente solo uno scrittore di fantascienza, J.G. Ballard è un autore da riscoprire nelle sue mille sfaccettature. Scomparso nel 2009, all’età di 79 anni, ha lasciato una vasta produzione che si sposta da una etichetta all’altra senza che nessuna possa rimanergli veramente attaccata, questa davvero virtù di pochi. Cyberpunk, new wave, nei suoi libri si registra questo e ben altro.

Nato a Shanghai in un campo di internamento dove si trovavano i suoi genitori, ha tratto dai suoi ricordi “L’impero del sole”, che Spielberg ha portato sul grande schermo. Ma l’attenzione maggiore va a quei libri che, pur utilizzando i codici dell’apocalittico o del distopico, fotografano in realtà il disagio sociale, l’evoluzione di questo.

Ne è un esempio calzante “Il condominio” (Feltrinelli, 9 euro; ebook 6,99 euro), del 1975, pubblicato anche come “Condominium” nella collana Urania e divenuto, pochi anni fa, un film distribuito solo in dvd in Italia. Il condominio è un grattacielo di Londra, primo di una serie, che diventa una vera e propria città verticale, con i suoi duemila abitanti e negozi, gallerie. Dal piano terra si sale come lusso degli appartamenti e come ceto sociale (professionisti, avvocati, artisti), fino all’attico dove vive l’architetto Royal.

In questa comunità chiusa, la vita segreta della piccola comunità che noi osserviamo con gli occhi del giovane e patico dottor Laing, si nutre di sospetto e follia, per esplodere in violenza quando piccoli blackout intaccano alcuni fondamenti della normale vita civile. Gruppi e tribù si affrontano in lotte sanguinose, emerge il cannibalismo. Una recessione animale che è pronta a diffondersi come un contagio al palazzo accanto.

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