MARIO LAVEZZI
Spettacolo
COLOSSEO

«Conoscere Mogol e Lucio Battisti è stata la mia fortuna più grande»

Mario Lavezzi porta in concerto stasera le hit più importanti della sua carriera

Quest’anno ricorre il 50° anniversario della mia carriera, avendo pubblicato nel 1969 “Il primo giorno di primavera”, grande successo dei Dick Dick. Ci saranno sorprese” prometteva qualche mese fa dal suo sito Mario Lavezzi. E la sorpresa c’è stata: il tour teatrale “E la vita bussò” che il compositore, cantautore e produttore milanese porterà questa sera al Teatro Colosseo per regalare al pubblico le emozioni di tante hit dagli anni Settanta ad oggi. Brani propri e brani scritti per le celebri voci della musica italiana. Da “Vita” (Lucio Dalla e Gianni Morandi) a “Stella Gemella” (Eros Ramazzotti), da “Varietà’” (Morandi) a “E la luna bussò” (Loredana Bertè), fino al recentissimo “Avanti Cosi” (Eros Ramazzotti). Uno spettacolo/concerto, arricchito da curiosità, racconti inediti e filmati. E alla regia un nome prestigioso: Duccio Forzano, (regista di festival di Sanremo, di “Che tempo che fa”, “Stasera pago io” e altro). Sul palco con Lavezzi Cristina Di Pietro e la band Pop De Luxe

Dopo la luna, ora è la vita a bussare.
«Perché la vita fa tutto da sé, va avanti per la sua strada. Tu magari fai progetti e poi ti cambia tutto. Per me la vita è cambiata a 18 anni quando suonavo con i Trappers, un gruppo di studenti, e mi chiamarono i Camaleonti, un gruppo professionista. Allora la vita mi era sembrata un’autostrada luminosa. Dopo due anni mi arrivò la cartolina del militare. Ero disperato, ma ho avuto un’altra possibilità, ho percorso un’altra strada, quella del compositore. Ho conosciuto Battisti, Mogol».

Dove li ha conosciuti?
«Alla Galleria del Corso a Milano. Era il fulcro della musica. Io avevo scritto “Il primo giorno di primavera” ed era prima in classifica, per cui mi cercavano molti editori. Mogol mi disse: non firmare con nessuno, stiamo facendo qualcosa di importante».

C’è uno dei brani da lei scritti che le sta particolarmente a cuore?
«Il primo giorno di primavera, naturalmente, poi “Vita”. Quando Lucio Dalla l’ha scelta ho toccato il cielo con un dito. Ma sono affezionato anche a un brano poco conosciuto, “Stella”, l’avevo scritto per mia moglie in un momento delicato»

Quanto impiega a scrivere una canzone?
«Ne potresti scrivere anche una al giorno. Ma devi sentirti in vena, devi prendere in mano la chitarra solo quando senti di doverla prendere. A fine anno ho scritto con Mogol “Una storia infinita”.

Quando uscirà?
«Al momento giusto»

Per Sanremo di quest’anno ha scritto qualcosa?
«No, sarò presente come produttore. Porterò Ornella Vanoni che canterà con Alberto Urso, il vincitore di Amici 2019».

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