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GIOVANNI PAOLO I

Congiura in Vaticano. Cardinali sotto accusa. «Ma è un depistaggio»

Le ultime rivelazioni sulla morte di papa Luciani rivelano uno spaccato inedito

Le ultime rivelazioni sulla morte di papa Luciani rivelano uno spaccato inedito e sottolineano come i cardinali citati come ipotetici mandanti del suo presunto omicidio, in realtà fossero i suoi primi sostenitori. Dunque una fake news fatta circolare, verosimilmente, da chi in curia voleva allontanare sospetti e colpire quella parte del Vaticano che prima con Luciani e poi con Giovanni Paolo II, intendeva rilanciare, così com’è accaduto, la Chiesa cattolica. La manipolazione dell’informazione è arrivata al punto tale da indicare l’allora arcivescovo di Firenze cardinal Giovanni Benelli come il presunto capo di una cricca, in realtà mai esistita.

A far chiarezza ci sono le confidenze di altri porporati che riferiscono che nei due conclavi fu proprio Benelli uno dei principali, se non il principale sostenitore di Luciani e Wojtyła. Non solo, l’altro nome adombrato come un possibile “congiurato”, quello del cardinal Agostino Casaroli, appare assolutamente fuori dalla storia. Infatti, fu proprio Casaroli, Segretario di Stato con Giovanni Paolo II, il principale e convinto esecutore della politica papale. Se ci sono stati congiurati e se quella di Luciani non è stata una morte naturale, allora bisogna guardare altrove, partendo da quel 26 agosto 1978, esattamente 38 anni fa, quando il Patriarca di Venezia veniva eletto Papa con il nome di Giovanni Paolo I.

Il suo pontificato, però, durò solo 33 giorni, uno dei più brevi della storia della Chiesa. Il 29 settembre dello stesso anno, papa Luciani morì. Un decesso improvviso, per infarto, hanno sempre sostenuto le autorità vaticane, ma sul corpo del pontefice, nonostante diverse richieste, non fu mai eseguita l’autopsia, perché non prevista sul cadavere di un pontefice. Sulla morte di Giovanni Paolo I non sono mai mancati sospetti e ombre. È solo di qualche mese fa una nuova rivelazione che agita le stanze segrete del Vaticano. Secondo fonti dirette e rimbalzate sul web, Luciani aveva pronto un dossier che conteneva l’elenco di alti prelati (e anche alcuni cardinali) iscritti alla Massoneria.

Giovanni Paolo I avrebbe avuto in animo di rimuoverli dagli incarichi, ma la sua morte improvvisa evitò la “purga”. «Il dossier – hanno riferito le monache che assistevano il pontefice – era custodito nella stanza di papa Luciani, ma il giorno seguente la sua morte, l’incartamento era sparito». Forse solo una coincidenza, certamente un fatto che, fino a prova contraria, non può essere messo in relazione con il decesso del Papa, ma è comunque una vicenda oscura, tenuta segreta per oltre quarant’a nni. L’esistenza di questo dossier, di cui si è parlato solo in tempi recenti, non è l’unico mistero che avvolge la morte di Luciani. A fare scalpore fu soprattutto la teoria sviluppata dal giornalista investigativo britannico David Yallop sei anni dopo, nel best seller “In nome di Dio”, in cui l’autore ipotizza un omicidio a sfondo politico ad opera di alcuni prelati che si opponevano agli interventi di riforma programmati da papa Luciani (in particolare quella dello Ior – Istituto Opere di Religione, allora gestito da monsignor Paul Marcinkus). Successivamente, le dichiarazioni del pentito di Cosa nostra Vincenzo Calcara hanno alimentato questa tesi, benché prive ad oggi di riscontri oggettivi. La teoria di Yallop è stata respinta dalla Santa Sede.

bardesono@cronacaqui.it

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