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Dopo la chiusura imposta dall’ultimo Dpcm

Confragricoltura: “Rischio peste suina, riaprire subito il controllo dei cinghiali in Piemonte”

L’appello del presidente della sezione regionale, Enrico Allasia: “In Germania già 117 casi”

“Riprendere con urgenza le attività di selezione e controllo dei cinghiali in Piemonte“. In altre parole, riaprire subito la caccia, sospesa temporeaneamente in base alle misure del Dpcm dello scorso 3 novembre. È l’invito della sezione regionale di Confagricoltura, che ritiene “eccessivamente restrittiva” l’interpretazione delle misure contenute nel Dpcm in questione.

“I danni da selvatici sono in costante aumento e la popolazione di ungulati, cinghiali in particolare, è da tempo fuori controllo – dichiara il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia – per cui è indispensabile riprendere con urgenza le attività di selezione e controllo”.

Per Confagricoltura “è necessario un approccio realistico al problema, senza preclusioni ideologiche, nell’esclusivo interesse di tutelare le coltivazioni agricole, la fauna selvatica e la popolazione”. Sul modello tedesco: “Le autorità tedesche hanno approvato un progetto di legge che modifica la legislazione nazionale in materia di caccia, protezione della natura e armi, autorizzando l’uso di tipi di mirini progettati per il tiro di notte per contrastare la diffusione della peste suina africana (PSA) tra i cinghiali. Le misure includono anche una migliore formazione per i cacciatori”.

“La Germania ha annunciato, lo scorso 31 ottobre, il rilevamento del primo caso di PSA in Sassonia, a sud del Brandeburgo, precisando che il cinghiale ucciso non mostrava sintomi e che il virus era stato trovato mediante un test di routine. Con il rilevamento di questo caso, il totale di casi di PSA in Germania è salito a 117. Dobbiamo evitare il contagio si diffonda ai nostri territori – afferma Allasia – rafforzare i controlli per tutelare la biosicurezza, applicando le linee guida della Commissione europea, contenendo le enormi popolazioni di cinghiali che sono portatori sani della peste suina”.

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