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L’OPERAZIONE

«Concorsi sanitari su misura». Indagine su 25 camici bianchi

Perquisizioni dei Nas in ospedali e Università: «Assunzioni pilotate»

Leggendo l’informativa dei Nas, la sensazione è che tra le aziende universitarie ospedaliere della provincia di Torino e di quella di Cuneo si fosse creata una consorteria che non agiva per denaro, ma per gestione e spartizione del proprio potere baronale. Lo stesso che permetteva loro di creare bandi “sartorializzati” – e i militari del Nucleo antisofisticazioni e sanità dell’Arma usano proprio questo termine – per l’assunzione del candidato prescelto. Trame che oggi sono state svelate da una lunga indagine curata dal sostituto procuratore Gianfranco Colace che ha portato a 23 decreti di perquisizione in uffici della Città della Salute, del dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Torino e dell’azienda sanitaria dell’ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano. Gli indagati sono 25, tra psicologi, dirigenti medici, professori universitari della facoltà di Medicina e Chirurgia. Tra di loro, Roberto Torta, professore al Dipartimento di Neuroscienze, e il direttore dell’Asl To3 Flavio Boraso. In alcuni casi, poi, a essere iscritti nel registro del pm sono stati gli stessi vincitori dei bandi pret a porter. Per il momento, le procedure finite sotto la lente di ingrandimento dei Nas sono sei, tra assunzioni di personale sanitario, assegnazione di borse di studio, ingaggio annuale di liberi professionisti e di medici ambulatoriali. Ma l’acquisizione del materiale effettuata ieri mattina allargherebbe lo spettro di indagine della Procura ai bandi pubblicati negli ultimi due anni. A vario titolo, le accuse sono di corruzione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e falso ideologico in atto pubblico.

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