Schermata 2017-09-27 alle 22.16.54
News
LA STORIA

Con la moglie e i suoi cani chiama “casa” una Punto

Senza corrente non può azionare neppure il suo macchinario salvavita

Da martedì sera sono costretti a chiamare casa una vecchia Fiat Punto bordeaux, su cui per altro pende anche la spada di Damocle di un fermo amministrativo. Arcangela, 50 anni,e Nicola, 58, risiedevano fino ad una settimana fa con i due figli in un appartamento di via Monte Nero, in Barriera di Milano. Poi lo sfratto, causato da mancati pagamenti e dall’assenza di un lavoro, li ha costretti a cercare alternative. «Per una settimana ho pagato loro l’albergo- racconta il figlio Guglielmo, 26 anni -. Poi sono finiti i risparmi. Io ho trovato una piccola sistemazione ma per mamma e papà non ho trovato più nulla».

Così la coppia si è trovata a vivere in strada, sempre in via Monte Nero. Davanti a quel cancello varcato così tante volte. Con l’incubo dei primi freddi alle porte e di mille problemi di salute. Nicola, dal 2009, non è più abile al lavoro a causa di un principio di ischemia celebrale. A febbraio l’uomo ha avuto un arresto cardiaco ed è stato rianimato, per miracolo, in casa. Dopo tre mesi di ospedale al San Giovanni Bosco e altri quarantacinque giorni in una clinica di via SantaGiulia, è arrivata la mazzata della perdita del tetto.

Arcangela, invece, aveva un’occupazione a tempo indeterminato ma dopo essere stata messa in aspettativa ha subito l’onta del licenziamento. Anche il figlio aveva un impiego come corriere e pure in questo caso la storia non è finita bene. Con loro, in auto, ci sono anche i due cani: un meticcio di nome Danko, di sette anni, e un American Staffordshire, di un anno, di nome Jocker. «Io non voglio separarmi dai miei due cagnoni – parla, con fatica, Nicola -. Ma nelle mie condizioni di salute dormire in auto è pressoché deleterio». Nicola è costrettoa respirare, tre volte al giorno, con un Cpap, una macchina per prevenire gli arresti cardiaci. Ma per usarla ci vuole la corrente elettrica.

«Per questo, presi dalla necessità, siamo anche entrati in una casa popolare vuota. Ma l’abbiamo occupata soltanto per aiutare mio marito» racconta Arcangela. Il capo famiglia riceve 280 euro di pensione e con quei pochi soldi è impossibile pagare un affitto. «Ci hanno anche respinto l’emergenza abitativa. Ora dove andremo?» si chiede la donna. Chi volesse dare una mano alla coppi può chiamare, ogni giorno, il numero di telefono 340.6558057.

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

banners
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo