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Cronaca
VIA MONTEVERDI

«Con la bonifica delle ex poste Regio Parco punta al rilancio»

Proseguono i cantieri nel vecchio edificio che fu preda dei ladri

I ruderi e i rifiuti che campeggiavano un po’ ovunque da corso Novara fino a via Monteverdi non esistono più. Spazzati via dalle ruspe e dai ragni, insieme al ricordo delle occupazioni che per anni hanno fatto gridare allo scandalo. Mentre Scalo Vanchiglia rinasce, tra Barriera e Regio Parco restano due nodi irrisolti: il futuro del trincerone e del vecchio palazzone di proprietà delle poste, su via Monteverdi.

L’ABBANDONO
Oltre dieci anni di abbandono e degrado, di furti e di raid vandalici. Quello che un tempo era il centro di smistamento torinese dei pacchi di Poste italiane si è trasformato, poco alla volta, in uno scheletro vivente. Un palazzo enorme, tra gli orti abusivi, diventato il crocevia di ladri, sciacalli e disperati che – senza saperlo – si sono avventurati per anni all’interno di una vera e propria bomba d’amianto. Prima dei sigilli messi nel 2016 dalla proprietà che hanno così negato il pass ai tanti voraci intrusi.

LA BONIFICA
Una società del gruppo Poste ha avviato – una volta dismessi gli uffici e i magazzini – le operazioni di bonifica e messa in sicurezza di tutti i manufatti contenenti amianto, all’interno dell’edificio a cavallo tra via Monteverdi e via Regaldi. Lo si capisce bene dando un’occhiata da fuori. I sacchi bianchi, con tanto di sigilli, si vedono senza troppa difficoltà dal parcheggio, quello che i nomadi usano praticamente ogni settimana come area di sosta. Le poste appaiono come un immenso cantiere che in realtà non deve trarre in inganno, ristrutturazioni qui non ne verranno fatte.

VOLANO PER IL RILANCIO
Il motivo è semplice: il palazzo è ridotto così male che è impossibile ripensare un suo utilizzo nel futuro. Gli interni, un infinito dedalo di corridoi e stanze buie degno di un film dell’orrore, sono stati saccheggiati in lungo e in largo, quando gli accessi erano ovunque e nessuno veniva a controllare. I delinquenti si sono portati via persino i controsoffitti, insieme al rame di cui restano solo le guaine. Per la Circoscrizione 6 però si tratta, comunque, di una buona notizia. «Qualsiasi sarà il futuro di quell’edificio – ha precisato il presidente, Valerio Lomanto -, sarà un volano per il rilancio del quartiere che già conta un importante intervento: i lavori presso il vicino Scalo Vanchiglia».

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