L'aula del Consiglio comunale di Torino
Politica
Con 24 voti a favore, il no di Fi, Lega e liste Morano e Rosso, e la non partecipazione al voto di Pd e Civica per Torino

COMUNE. Torino, passa l’assestamento di bilancio 2016: sì a manovra da 30 milioni

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Con 24 voti a favore, il no di Fi, Lega Nord e liste Morano e Rosso, e la non partecipazione al voto di PD e Lista Civica per Torino, la Sala Rossa ha approvato l’assestamento di bilancio 2016 del Comune di Torino. A illustrare la manovra la sindaca Appendino che al termine della discussione ha risposto alle critiche dell’opposizione. “Questo non è un assestamento come gli altri – ha detto – e lo sapete bene. Non si tratta di qualche centinaia di migliaia di euro ma di 30 milioni in parte corrente composti da minori entrate e maggiori spese e altri 20 mln in conto capitale che non sono arrivati. Sono contenta di governare – ha aggiunto – e mi assumo tutte le responsabilità politiche di questo assestamento. Non do giudizi morali su chi mi ha preceduto ma imputare a noi eventuali residui attivi non riscossi è incredibile”. La sindaca ha quindi spiegato che “stiamo già intervenendo ma non è comunque con questo che si risolvono i problemi di spesa corrente. Vorrei dire – ha concluso – che la campagna elettorale è finita per tutti”.

L’INTERVENTO POLEMICO DI FASSINO
A intervenire sull’assestamento di bilancio, anche per difendere il lavoro della precedente amministrazione, l’ex sindaco e consigliere Pd Piero Fassino che ha evidenziato come “gli assestamenti non sono una macchinosa e oscura invenzione per mettere rimedio a trucchi finanziari ma uno strumento per far coincidere le cifre messe in previsione con l’andamento reale e quanto all’indebitamento che viene imputato alla passata gestione, questo è dovuto a una politica di investimenti e non allo sforamento della spesa corrente. Inoltre – ha ricordato l’ex sindaco – la sindaca Appendino ha ereditato un Comune con 500 milioni di debiti in meno rispetto a quello che avevo ereditato io“. Fassino ha anche fatto cenno all’audit sui conti osservando che “da questo è emerso che il cosiddetto debito fuori bilancio sono 5-600 mila euro su un bilancio di 1,3 miliardi, sempre ammesso che ci sia”. L’ex primo cittadino ha infine parlato di “una campagna di delegittimazione sul piano politico e morale che ritengo inaccettabile perché abbiamo gestito con rigore”. Fra gli interventi in aula anche quello di Alberto Morano capogruppo della lista omonima che ha parlato di un “non pareggio di bilancio di 28 milioni. Voto quindi no – ha aggiunto – all’assestamento di bilancio perché i conti non mi tornano“.

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