IL VERDETTO Confermata la condanna a 21 anni e 3 mesi

«Comprata dal marito e poi fatta prostituire». 45 anni dopo lo uccide

Venduta in Calabria dalla madre per 500mila lire e data in sposa con l’inganno quando era bimba

Per raccontare questa vicenda servirebbe la penna di Ignazio Silone, quindi è meglio dividere la ruvida cronaca giudiziaria dal contesto nel quale si sviluppò, ormai 45 anni fa. Ieri mattina la corte d’appello di Torino ha confermato la condanna a 21 anni e 3 mesi a carico di Assunta Casella, accusata di aver soffocato, dopo averlo narcotizzato con un sonnifero sciolto nel Dolcetto, il marito, Severino Viora, 78 anni. Il procuratore generale Nicoletta Quaglino aveva chiesto l’ergastolo, l’avvocato difensore, Marina Bisconti, aveva invece sostenuto che le attuanti generiche dovessero prevalere sulle aggravanti. Alla fine la corte le ha concesse, ma considerandole “equivalenti”. Nonostante una vita d’inferno che l’avvocato Bisconti ha svelato durante la sua arringa, con particolari di ancestrale barbarie. Degni, appunto, della feroce campagna siciliana di “Fontamara”.

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