LA RISCOPERTA

Il commissario Gunther nella Berlino nazista e sette ragazze sgozzate

La seconda parte della trilogia di Philip Kerr

Siamo a Berlino nel 1938, ma sembra una Los Angeles più che mai hard boiled. Bernie Gunther, investigatore privato, è quanto mai rispondente ai canoni del detective duro e deciso di un romanzo poliziesco classico, profondamente e apertamente antinazista, cinico il giusto, oggi lo definiamo politicamente scorretto ma nella realtà parla il linguaggio dei suoi tempi, e come da manuale non esista a usare metodi personali per risolvere un caso. Creato nel 1989 dallo scozzese Philip Kerr, Gunther è protagonista della “trilogia di Berlino” e di un’altra serie di romanzi: dopo l’edizione Passigli degli anni ‘90, adesso tocca a Fazi riproporci l’opera di un grande del genere, scomparso prematuramente. Dopo “Violette di marzo” ecco il secondo capitolo con “Il criminale pallido”.

L’estate di Berlino del 1938 è a dir poco torrida, mentre si guarda alla conferenza di Monaco, agli incontri con il primo ministro inglese, all’invasione dei Sudeti, per capire se ci sarà una nuova guerra e dove porteranno le parole di Hitler. Bernie Gunther riceve l’incarico di scoprire chi ricatta il figlio omosessuale di una ricca editrice: un’indagine apparentemente facile, che porta l’investigatore in una prestigiosa clinica privata, ma che si conclude con un pesante tributo di sangue, ossia l’uccisione del socio di Bernie e l’apparente suicidio del suo assassino, che era poi il ricattatore.

Ma per Gunther è solo l’inizio: per le strade di Berlino infatti scompaiono giovani ragazze, tutte bionde, tutte innegabilmente ariane, rapite e sgozzate come in un macabro rito. Il capo della Gestapo Reinhard Heydrich in persona assolda Bernie Gunther, facendolo tornare in servizio come commissario di polizia per mettersi a capo di una squadra che dovrà dare la caccia all’assassino, o agli assassini. E l’indagine è ad altissima tensione, nel mondo della prostituzione, della pornografia, dei deliri antisemiti che a un certo punto diventano scomodi anche per lo stesso nazismo. Mentre ragazzi e ragazze con la divisa bruna della Gioventù hitleriana percorrono le strade tra propaganda e raccolta di fondi e materiali, il reduce della Grande guerra Gunther osserva nauseato e spaventato, fermamente convinto che un nuovo conflitto sarebbe un disastro.

Un’altra sparizione, quasi certamente un nuovo omicidio, porta il commissario a incontrare il mondo del presunto spiritismo in seno alle SS e a capire che esiste un vero e proprio piano per spingere la popolazione a sollevarsi contro gli ebrei. Per Gunther una missione non facile, che avrà il suo culmine davanti a Himmler in persona. E la “Notte dei cristalli”, come ben sappiamo, incombe. Dopo di che, la discesa lungo la china sarebbe diventata inarrestabile e il romanziere, ovviamente, non può cambiare la storia, al limite raccontarcene gli aspetti nascosti.

Un romanzo avvincente, amarissimo, godibile, in cui Kerr aveva saputo mettere in scena il suo antieroe assieme a personaggi storici e anche i “villains” sono stati veri ufficiali delle SS usciti di scena in maniera quantomeno misteriosa. Un affresco sociale e storico attendibilissimo, un ritmo serrato, un investigatore pronto a tutto e con la sua idea di giustizia, che quando passa il limite va letto con gli occhi del tempo, non con i nostri di oggi. Una piacevole e quanto mai opportuna riscoperta di un classico del genere.

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