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Cronaca
IL FATTO. Ma a Palazzo Chigi prevale la linea del rigore

Commercio e Regioni in pressing su Draghi: «Ora fateci riaprire»

La richiesta è quella di anticipare le zone gialle dal 20 aprile, mentre cresce la protesta dei settori in ginocchio per la cris
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Dai mercati pronti a riprendersi le piazze per manifestare contro le chiusure, a tutti gli altri lavoratori autonomi che da oltre un anno attendono di riprendere le proprie attività a fronte di sostegni istituzionali lenti, risicati o del tutto inesistenti. Mentre cresce la protesta dei settori più in crisi per cui le associazioni di categoria si appellano anche al Quirinale chiedendo di riaprire, a Roma esplodono le violenze degli ambulanti sotto Montecitorio. Ma il Governo non sembra intenzionato a concedere alle Regioni di anticipare al 20 aprile il ritorno delle zone gialle. Una prospettiva comunque remota per il Piemonte che, nella migliore delle ipotesi, potrebbe tornare al massimo in arancione.

«Fateci riaprire in sicurezza»
Oggi in piazza Vittorio Veneto manifesteranno una manciata di sigle di lavoratori autonomi: Associazione Fieristi italiana, Partite Iva Libere Piemonte e Luna Park, tra queste, che chiedono di poter riavviare le loro attività, nel rispetto delle misure di sicurezza. «Ormai da un anno le nostre attività sono ferme: fiere, spettacoli viaggianti, luna park e concerti, ma anche centri estetici e palestre concerti» spiegano dall’Afi, che questa mattina allestirà venti banchi di primo mattino per denunciare la crisi dei diversi settori. E nelle stesse ore Confesercenti lancerà a livello nazionale la campagna “Portiamo le imprese fuori dalla pandemia” slogan della mobilitazione. «Anche a Torino – spiega il presi – dente Giancarlo Banchieri – saremo impegnati a far sentire la voce degli imprenditori messi sempre più in ginocchio da una crisi che sembra non avere fine». La campagna avrà il suo fulcro in una petizione su Change.org attraverso cui Confesercenti sottoporrà agli imprenditori che la vorranno firmare una serie di proposte per la ripartenza: sostegni veloci e adeguati alle perdite realmente subite e ai costi fissi sostenuti, credito immediato e un piano per permettere alle imprese di riaprire in sicurezza. Questioni che saranno sottoposte al governatore Alberto Cirio e al prefetto Claudio Palomba, per poi diventare oggetto di un appello al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. E a tal proposito la prima cittadina si è già espressa. «I ristori non sono sufficienti e lenti» ha obiettato la sindaca Chiara Appendino, rammaricandosi del fatto che le attuali restrizioni non siano state discusse con i sindaci. «Un errore che speriamo venga corretto». Venerdì, invece, Cna porterà le proprie istanze in piazza Castello lanciando l’iniziativa “Ripartiamo in sicurezza” che chiede al Governo di tenere conto degli sforzi già mesi in campo dalle attività private e la necessità di sostegni più congrui rispetto alle difficoltà sopportate. «Ai parlamentari e al Governo, alla Regione e alla Conferenza Stato-Regioni chiediamo di allentare la politica delle restrizioni e di focalizzare l’attenzione su controlli, campagna vaccinale, moratorie bancarie e ristori congrui. Lo chiediamo anche nome delle nostre famiglie e dei nostri dipendenti» spiega il segre – tario di Cna Piemonte, Delio Zanzottera.

Regioni e Governo a confronto
Domani il confronto tra Regioni e Governo chiarirà se a prevalere sarà la richiesta delle prime e fortemente caldeggiata dalla Lega, per cui in deroga alle attuali norme possano tornare in vigore le zone gialle già dal 20 aprile. La linea “rigorista” icarnata dal sottosegretario alla Salite, Pierpaolo Sileri, vorrebbe attendere fino al 30 aprile. «Per ora rimane la cancellazione delle zone gialle fino al 30 aprile, realisticamente credo che la possibilità di riaperture sarà dopo» ha dichiarato ai microfoni di Radio24. L’ipotesi delle Regioni è quella di anticipare di una decina di giorni con bar e ristoranti aperti a pranzo o fino alle 18, mentre per cinema e teatri varrebbero le regole previste a fine marzo.

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