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BUSSOLENO

Commerciante picchiata in negozio. Presa una sinti, è caccia ai complici

La donna aveva pensato di chiudere in seguito allo shock per la brutta avventura

È stata aggredita nel suo negozio, buttata a terra, immobilizzata e rapinata. Uno shock che l’aveva spinta a pensare di abbassare le serrande per sempre ma ha cambiato idea quando i carabinieri sono riusciti a stringere le manette ai polsi di una delle rapinatrici.

L’episodio risale allo scorso settembre, quando Milena Riffero, 62 anni, è stata aggredita nel suo negozio di abbigliamento in via Traforo da due donne e un uomo. I tre erano entrati nel negozio con la scusa di chiedere informazioni su alcuni capi d’abbigliamento esposti in vetrina, poi l’hanno gettata a terra dopo averla strattonata. Una delle donne le ha premuto il piede sul petto per evitare che scappasse, minacciandola: «Stai zitta che altrimenti ti spacco» mentre l’altra complice la teneva per il collo e l’uomo si impadroniva dei soldi contenuti in cassa, circa 5mila euro. Il tutto dopo averle tolto gli occhiali da vista, proprio per evitare che la donna riuscisse a riconoscere i suoi rapinatori.

Uno shock tale da pensare di chiudere il negozio per sempre: «Avevo paura, lo ammetto. Pensare di stare da sola in negozio, tutte quelle ore, ogni giorno dal lunedì al sabato, mi metteva agitazione. Per questo ho anche pensato di chiudere e fare altro nella mia vita». Ma poi ha cambiato idea anche grazie agli stessi carabinieri della compagnia di Susa, che dopo aver compiuto le indagini di rito sono riusciti ad arrestare una donna di 24 anni, Melissa Maier, di etnia sinti, senza fissa dimora. A stanarla e a permettere ai militari di metterle le manette ai polsi sono state le immagini delle telecamere di videosorveglianza che hanno immortalato i tre autori della rapina sia nel negozio, sia mentre camminavano a passo spedito per le vie di Bussoleno, cercando di darsi alla macchia.

A finire in manette è stata proprio la donna che l’aveva immobilizzata mettendole un piede sul petto e che era stata l’ultima ad entrare nel negozio. Il giudice nei riguardi della rapinatrice ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Nel frattempo, i carabinieri hanno eseguito altre tre perquisizioni domiciliari a Torino, Parma e Savona, a casa di altrettante persone sospettate di essere complici della banda. Gli altri due rapinatori, che da quanto risulta sarebbero due parenti dell’arrestata, sono ancora ricercati dalle forze dell’ordine.

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