Mancuso
Cronaca
IL RITRATTO DEL KILLER

Il commerciante dalla doppia identità con un giubbotto antiproiettile in casa

Si presentava come Massimo Mancuso e aveva avuto contatti con la ‘ndrangheta

La sorpresa i carabinieri l’hanno avuta perquisendo la casa di Giovanni Cordella. Nessuna traccia della pistola usata per uccidere Ollino ma da un armadio è saltato fuori un giubbotto antiproiettile. «Cosa se ne fa un commerciante di auto?» è la domanda che si sono posti i militari. Per trovare una risposta forse bisognerà analizzare a fondo la vita di Cordella. O forse quella di Massimo Mancuso.

Eh sì, perché è con questo nome che lui si era presentato ai vicini: «Sono calabrese – aveva detto loro -. Sono parente dei Mancuso di Reggio Calabria» una potente famiglia della ‘ndrangheta. E poi ancora «diceva che aveva fatto 10 anni di galera». Vendeva auto usate ma sul web della sua azienda, la Maxxxim, quasi non esiste traccia: non un sito, neanche un numero di telefono.

Solo un paio di annunci su Secondamano e un video promozionale su Youtube, pubblicato due anni fa e visto, a ieri, da 57 persone. «Gli affari però andavano bene – spiegano gli investigatori – si affidava al passaparola». Nel video si mostrava con lo champagne al fianco di Porsche, Mercedes e Lamborghini ma vendeva anche le Fiat 500.

Ma girava in Cayenne e voleva spendere 6 milioni di euro per un complesso immobiliare, da pagare però in Bitcoin, la valuta virtuale assolutamente legale ma che sul web viene usata anche per traffici che di legale hanno ben poco. Insomma, Cordella-Mancuso da un lato ostentava una grande disponibilità di soldi, dall’altro non pagava l’affitto ed è accusato anche di aver rapinato Ollino: sul cadavere infatti non sono stati trovati i soldi appena incassati per gli affitti e la sua tasca dei pantaloni era rivoltata, come se il killer vi avesse tolto il denaro.

«Ha solo un piccolo precedente per resistenza dopo un incidente» ricordano gli investigatori. Niente 10 anni di galera, nessuna parentela con i Mancuso. Però «vi è un fondo di verità – si legge nell’ordinanza – Cordella è noto alle forze dell’ordine per le sue frequentazioni, nel passato, con soggetti arrestati nell’operazione Minotauro, come Domenico e Giuseppe Mangone, Antonio Pagliuso e Marcello Pancari. In passato è risultato inoltre avere frequentazioni con Antonino Giambò, recluso per duplice omicidio e rapina».

Cattive compagnie, unite a un temperamento aggressivo: «Se il tuo cane si avvicina alla mia bambina gli sparo» aveva detto a uno dei vicini di casa. Gli stessi con cui litigava spesso per la musica troppo alta e le feste rumorose, e ai quali, dopo le liti, impediva l’ingresso nel parcheggio comune mettendo la propria auto davanti al cancello.

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