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Cronaca
IL FATTO. L’uomo è stato ferito con un proiettile al ginocchio

Colpo a casa dell’orafo: «Ammazza il bastardo» e sparano a bruciapelo

La vittima è l’ex titolare dell’oreficeria “Mosca” di Rivoli. Sorpreso dai banditi mentre era solo nella villa

Un colpo relativamente facile, devono aver pensato i rapinatori: «L’ex orefice vive da solo e in casa avrà certamente ogni ben di Dio». Ma il piano dei due malviventi è fallito e la loro reazione è stata di una tale violenza da insospettire ancora di più. «Ammazza quel bastardo», ha urlato al compare uno dei due banditi. Poi c’è stato uno sparo e Giovanni Giorgio Tuberga, 53 anni da compiere, è caduto ferito ad un ginocchio. Non era neppure mezzanotte di venerdì. I ladri sono fuggiti con un bottino certamente inferiore a ciò che avevano immaginato: un orologio prezioso e un po’ di denaro. L’allarme è stato immediato, perché il colpo di revolver si è sentito in tutta via Cavour a Rivoli e poi l’orafo è riuscito a chiamare i carabinieri. Le gazzelle sono corse veloci e uno dei due malviventi non ha avuto scampo. E’ stato letteralmente placcato da un militare e ammanettato. In volto aveva la maschera di lattice, nelle cintola il revolver ancora fumante e teneva stretto un sacchetto della spesa con la refurtiva. «Non aveva documenti – hanno poi riferito i carabinieri-, ma lo abbiamo identificato: è un cittadino romeno di 50 anni». E’ lui quello che ha sparato, almeno secondo la vittima che ai carabinieri ha riferito che «la minaccia “ammazza quel bastardo” e altre frasi sono state pronunciate in perfetto italiano dall’altro complice. Poi sono fuggiti con una Maserati». Tuberga è stato ricoverato al Cto, non dovrà essere operato e la prognosi è di una quarantina di giorni. Nelle prossime ore sarà sentito dagli investigatori che finora hanno raccolto solo le sue prime impressioni registrate a caldo, poco prima del ricovero e di salire in ambulanza. L’attenzione e i sospetti dei carabinieri sembrano essere concentrati non troppo lontano dalla villa dell’orafo: «Chi ha agito – riferiscono fonti vicine agli inquirenti – sapeva che la vittima viveva sola e che per anni era stata titolare della gioielleria “Mosca” di Rivoli». Dunque, si cerca qualcuno che vive non lontano da Tuberga e che magari lo conosce, tant’è che il commando ha indossato maschere di lattice. L’ex orafo aveva scelto di chiedere la pensione dopo aver ceduto l’attività, ereditata dallo zio, deceduto in circostanze tragiche qualche anno fa quando fu trovato cadavere dal nipote nella stessa casa di via Cavour. Una fine drammatica e misteriosa i cui contorni non sono mai stati chiariti del tutto. Tuberga, che non è sposato, vive da sempre nella villa di via Cavour, ora da solo, dopo la scomparsa dell’anziana mamma avvenuta un anno fa. Molto conosciuto in città, la rapina subìta in casa ha sconvolto i nuovi proprietari della nota gioielleria “Mosca”. Le due commesse del negozio sottolineano come «questa professione, anche quando non la si esercita più, è comunque rischiosa. Oggi – dicono – è accaduto al signor Tuberga, ieri ad un altro gioielliere a Torino, per non parlare di quanto successo a Grinzane Cavour». Dal letto dell’ospedale, la vittima collabora fattivamente con i carabinieri perché «se non siamo neppure più sicuri a casa nostra, allora è davvero finita». Certo è che i due banditi che sono penetrati nella vitta dell’ex orafo, erano pronti a tutto, anche ad ammazzare un uomo a sangue freddo e ci sono andati vicini: «Hanno agito come sicari – azzarda un vicino -, come se volessero punire il gioielliere, indipendentemente da ciò che avrebbero poi trovato in casa».

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