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Colpi sott’acqua

La lotta politica si dovrebbe fare sulle idee, ma questo avviene solo in superficie. Sott’acqua è come nella pallanuoto: calci, pugni, unghiate, cinture, spintoni. L’ultimo “fallo” è di Travaglio, che ha pubblicato sul Fatto alcuni dati non più secretati della Procura di Firenze, ordinati in un’infografica che sembra un estratto di banca. Nei fatti, cioè, non ha pubblicato l’estratto conto bancario di Renzi (cosa vietata e anti costituzionale) ma una serie di cifre che ne fanno parte. Lo scopo era mostrare che don Matteo ha incassato tramite la Fondazione Open 2,6 milioni dal 2018 al 2020 per conferenze, libri e altre attività divulgative. Dall’Italia e dall’estero. Antefatto: nel 2015 Carlo De Benedetti viene intercettato mentre ordina al suo broker di investire 5 milioni per ricavarne 600mila entro pochi giorni. Alla domanda del broker “come fa sa sapere che passerà a breve il Decreto Banche?”, De Benedetti risponde “Me lo ha detto Renzi”. E infatti il decreto passa 4 giorni dopo. Emerge il nastro e Renzi, nel difendersi in Tv dall’accusa di insider trading, dice a Matrix: “Erano dati pubblici. Se vuoi fare i soldi vai nelle banche d’affari, non ti metti a fare il politico. Chi fa il politico ha questi conti correnti (e sventola il suo con 15mila euro d’attivo), non ne ha altri. Se ne ha altri c’è qualcosa che non torna”. Dopo 5 mesi Renzi si compra una villa da 1,3 milioni “prestati da un amico”, e per rimborsarlo si butta a far conferenze. Evidentemente gli va benissimo. Adesso Travaglio l’ha cinturato sott’acqua. Però che “qualcosa non torna” nei milioni intascati dai politici l’aveva detto proprio lui, Matteo. Morale: se vuoi fare l’ago della bilancia, questi colpi te li devi aspettare.
collino@cronacaqui.it

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