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Colpi bassi

Non scambiate quello che dirò per un endorsement, un mio schieramento personale, ammesso e non concesso che la mia opinione possa influenzare anche solo un voto. Seguo la campagna elettorale col distacco di uno sportivo che assiste ad un incontro di uno sport di cui conosce le regole. Non m’importa chi siano i contendenti, mi limito a denunciare gli interventi irregolari, come un pugno sotto la cintura nella boxe. Stavolta il colpo basso è stata la notizia dell’incriminazione per droga di Luca Morisi, lo spin doctor di Salvini, fatta trapelare a cinque giorni dalle elezioni quando il fatto risale all’agosto scorso. Naturalmente non si sa chi ha ‘passato’ la notizia ai giornali, anche se il libro di Sallusti sul ‘sistema Palamara’ descrive bene l’uso della giustizia a orologeria. Ma affinché la merda buttata nel ventilatore sporchi bene, occorre che lo stesso venga acceso e le sue pale girino, e queste sono i commenti velenosi dei nemici di Salvini, il vero destinatario della pioggia maleodorante. Ma attenti: quelli che si scandalizzano perché Morisi aveva in casa due grammi di coca per uso personale sono gli stessi antiproibizionisti che raccolgono firme per la liberalizzazione delle droghe. Quelli che scrivono che faceva festini gay sono gli stessi che strillano contro l’omofobia. Quelli che precisano che i suoi due ospiti erano rumeni sono gli stessi che insorgono se qualcuno osa aggiungere l’aggettivo ‘africano’ alla notizia di un clandestino arrestato. Quelli che spifferano che uno dei due faceva l’escort sono gli stessi che protestarono quando si scrisse che le ospiti di Piero Marrazzo erano dei trans. Eccetera. Il colpo sotto la cintura è troppo, troppo evidente.
collino@cronacaqui.it

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