l'adagio della sesta sinfonia
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L’ANTEPRIMA

Colei che va sola e stregò Gozzano e Pitigrilli: Amalia Guglielminetti, donna troppo libera

La riscoperta di una grande autrice stasera a Venaria

Era «colei che va sola», una Lady Medusa orgogliosa e determinata, forse l’unica scrittrice di vero talento della sua epoca: poetessa, romanziera, direttrice di riviste, donna troppo libera per la sua epoca, troppo poco ricordata per la nostra. Amalia Guglielminetti, scomparsa ottanta anni fa, viene ingiustamente ricordata più per la sua relazione con Guido Gozzano che per il suo contributo alle lettere. Eppure, il poeta, bamboccione sprezzante verso le donne e cocco di mamma, (tanto che risulta difficile capire come Amalia potesse trovarci qualcosa) una cosa giusta la disse: «Detestabili le donne che scrivono, se scrivono male ci irritano, se scrivono bene ci umiliano». Esatto: e Amalia, con il suo “Le vergini folli”, lo umiliò ma lo catturò. Salvo venire poi scaricata dall’egocentrico poeta.

Donna troppo libera, si diceva: di lei la storia ci ha consegnato anche la relazione turbolenta (e finita in tribunale, dove la scrittrice si trovò a difendersi da accuse che c’entravano con l’oltraggio, la morale e il senso del pudore) con Dino Segre, ossia lo scrittore «della cocaina» Pitigrilli, libertino e scandaloso a sua volta, spia fascista, forse doppiogiochista. Di una bellezza difficile, che pure catturava la fantasia di artisti e intellettuali, dal carattere non facile, Amalia fu «Un’icona femminile innovativa, in cui la vocazione intellettuale si contemperava col successo mondano e il fascino personale», come dice di lei Marina Rota nella presentazione di un volumetto che ci riporta il fascino di una donna e di un’epoca meravigliose: “L’adagio della sesta sinfonia” (BuendiaBooks editore, 4 euro), a cura di Francesca Mogavero. Si tratta di un racconto comparso nel 1927 su “Le seduzioni”, una rivista di novelle e racconti diretta dalla stessa Amalia.

La storia è quella di una giovane musicista divisa tra la musica stessa e la letteratura. Chiede consiglio al suo maestro di violino e la risposta è spiazzante: lo strumento “non è il libro che si lancia da sé” (ma sarà proprio vero?), per avere successo “nel mondo dei musicomani” occorrono una biografia avventurosa, fascino esotico, conoscenze, relazioni… orpelli. Ma cosa accade se un evento imprevisto offre “alla piccola violinista oscura quell’insieme di trucchi, di snobismi e di artifici”?

Il libretto, che contempla la quarta di copertina di Marina Rota e due saggi a cura dell’editrice, fa parte della collana “Vintage” della casa editrice BuendiaBooks, dedicata a scrittori da riscoprire, e ha il merito di riportare in vita l’autrice, tra l’altro, de “Gli occhi cerchiati d’azzurro”, “La rivincita del maschio”, offrendo una lettura e interpretazione moderna del personaggio e della sua opera. In uscita nazionale nel mese di ottobre, sarà presentato in anteprima assoluta questa sera alle 21, a Venaria nel cortile della scuola “De Amicis”, nell’ambito della rassegna “Viva Estate”.

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