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Clown e acrobati in tangenziale: «Vogliamo tornare a lavorare»

Corteo dei lavoratori dei circhi e dei Luna Park. Saranno ricevuti in Regione
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Nella mattinata di ieri, due cortei composti da camion di lavoratori dei luna park e dei circhi hanno invaso la tangenziale. I manifestanti non hanno bloccato il traffico, ma hanno rallentato la marcia occupando tutte le corsie delle tangenziale nord e sud tranne quella di sorpasso e quella di emergenza. I lavoratori si sono radunati al parco della Pellerina e a La Loggia. Si tratta dell’ennesima protesta dei lavoratori del settore che da quattordici mesi non possono lavorare a causa delle chiusure delle loro attività.

I due cortei sono partiti uno da corso Regina in direzione sud, mentre il secondo è entrato in tangenziale da Debouché in direzione nord. I manifestanti chiedono di poter riaprire e alla manifestazione hanno partecipato lavoratori di tutta la regione. Da La Loggia, secondo punto di ritrovo, sono partiti i lavoratori di Cuneo, Alba e Saluzzo.

«Noi non saremmo voluti arrivare a questo punto. Capiamo che è un momento difficile, però allo stesso tempo non è giusto che a noi adesso non venga data la possibilità di lavorare. Abbiamo le stesse problematiche di un mercato e siamo meno pericolosi di un centro commerciale», ha dichiarato Fabio Papini, uno degli organizzatori della protesta che ha aggiunto: «Qualcuno di noi è andato a raccogliere la frutta nei campi. Imprenditori che per dare da mangiare alle famiglie si sono messi a lavorare nei campi. Vogliamo capire perché non ci fanno aprire. Noi vogliamo solo lavorare».

I manifestanti hanno ottenuto un incontro, fissato per mercoledì, all’assessorato al Commercio della Regione. «Siamo da tempo impegnati – ha spiegato l’assessore al Commercio, Vittoria Poggio – in un dialogo con gli enti locali attraverso Anci e Uncem, ma adesso è arrivato il momento di tracciare una linea sul passato e pensare a un futuro di riaperture con la stesura di un protocollo di sicurezza regionale per disciplinare lo svolgimento di queste attività. A tutti – ha concluso – deve essere garantita la possibilità di lavorare».

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