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Cronaca
L’EMERGENZA

Città da bollino rosso con ondate di calore: ben 131 morti in più

La fascia più colpita è quella degli over 65

Il caldo anomalo degli ultimi mesi presenta il conto. Dalla prima ondata di calore, registrata lo scorso 9 maggio, a fine giugno a Torino si sono registrati 1.332 morti, di cui 1.200 appartenenti alla fascia d’età over 65. Secondo le previsioni dell’Arpa Piemonte (Agenzia regionale per la protezione ambientale) inserite nel rapporto “Gli effetti sulla mortalità delle ondate di calore”, la media in quella specifica fascia d’età si attesa intorno alle 1.069 unità. A conti fatti, si tratta di 131 decessi in più che si sono verificati durante le ondate di calore e che quindi possono essere riconducibili alla combinazione tra alte temperature ed elevato tasso di umidità, spiegano gli esperti.

«Maggio ha avuto le temperature minime più elevate dal 1958» si legge nel report. «Giugno è risultato il secondo mese più caldo nello stesso periodo storico». Nella prima ondata di calore, la media giornaliera di decessi a Torino è stata di 22.1, contro 20.6 della serie storica; ancora più marcato l’aumento nel periodo dal 12 al 23 giugno: una media 25,9 morti al giorno nel capoluogo piemontese, rispetto ai 19.8 della serie storica, con un picco di 40 decessi il 19 giugno. Il primo bilancio non fa ben sperare in vista delle prossime «notti tropicali» e giornate in cui si prevedono «disagi fisici». In compenso, il termometro continua a salire.

Ed è di fatto iniziata la settimana di caldo rovente, probabilmente la più bollente dell’anno. Mentre l’Europa occidentale è già nella morsa dell’anticiclone africano, nel nostro paese la fase più critica si aprirà mercoledì: nove città saranno da bollino rosso, cioè a rischio alto di ondate di calore. Sono previste temperature in continuo e costante aumento, con punte di 39-41 gradi. Di notte, almeno fino alle 23, le temperature rasenteranno i 30 gradi. Con la nuova ondata di caldo eccezionale gli esperti del ministero della Salute ricordano di evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore più calde, di bere acqua e mangiare frutta fresca. E di proteggere i bambini e soprattutto gli anziani: Per gli esperti il caldo intenso potrebbe insistere anche la prossima settimana, con problemi in aumento per la situazione idrica. Secondo un’analisi dell’Unione europea, il 46% del territorio è a rischio siccità.

La mancanza d’acqua in alta quota ha già portato alla chiusura anticipata del rifugio Gonella (3.071 metri), sul versante italiano del massiccio del Monte Bianco. E, per le temperature roventi, è partita in anticipo la raccolta dei pomodori con Coldiretti che prevede «una diminuzione dell’11% del raccolto per la siccità». Intanto Europa Verde calcola che, negli ultimi 21 anni, in Italia sono andati a fuoco 8 milioni di ettari per gli incendi, il 26% della superficie (24 mila ettari solo negli ultimi sei mesi). I cambiamenti climatici possono intensificare la formazione di tornado.

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