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Politica
LA POLEMICA

Circoscrizioni contro Lo Russo: «Non ci risponde da dicembre»

Le proteste della Due, Tre, Quattro e Otto: «Le nostre interpellanze ignorate»

Le circoscrizioni di Torino in rivolta contro il Comune e il sindaco Stefano Lo Russo. Il motivo? «Da otto mesi non ci rispondono alle interpellanze presentate in Consiglio». Un tempo, spiegano i consiglieri di opposizione delle circoscrizioni Due, Tre, Quattro e Otto, ben più lungo rispetto a quello della passata amministrazione. A lamentare il problema sono le forze di destra, Lega, Fratelli D’Italia, Torino Bellissima. Ma non solo.

«Ho presentato ben sei interpellanze da dicembre rivolte al sindaco e agli assessori competenti e non ho mai ricevuto una risposta», sottolinea Carlo Emanuele Morando, capogruppo della Lega in Circoscrizione 4. A queste si sommano quelle presentate dalle altre forze politiche. In totale una decina. Stesso discorso nella Circoscrizione 8. «A oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta alle interpellanze, una quindicina, presentate da gennaio e febbraio, votate anche dalla maggioranza», sottolinea Stefano Delpero, capogruppo della Lega in Circoscrizione 8. Tempi più rapidi, invece, nelle circoscrizioni Cinque, Sei e Sette. «Perché abbiamo presentato interpellanze soltanto al presidente della Circoscrizione Luca Deri e mai al Comune», spiega Daniele Moiso, capogruppo Lega in Circoscrizione 7. «Almeno questi problemi noi non li abbiamo riscontrati, ci hanno sempre risposto in linea con gli anni passati», aggiunge il presidente della Circoscrizione 6, Valerio Lomanto.

Alla Due, invece, i tempi di risposta di Palazzo Civico si allungano. «Passano mesi e mesi senza che il Comune dia una risposta alle nostre interpellanze, è unna situazione inaccettabile», attacca Domenico Angelino, capogruppo di Fratelli d’Italia in circoscrizione Due. Una problematica che anche il presidente del centro civico, Luca Rolandi, condivide pienamente: «È un problema. Abbiamo fatto diversi solleciti, per alcune interpellanze abbiamo sollecitato anche tre volte la risposta. Ovviamente qualcuna è già scaduta. Da assessorati come l’Ambiente e la Viabilità ci mancano parecchie risposte».

Dunque, continua ad essere ignorato quanto stabilito dall’articolo 45 del Regolamento del decentramento, che al comma 2 recita così: «Alle interpellanze deve essere data risposta scritta entro 30 giorni, con comunicazione della stessa al consiglio circoscrizionale». Una norma che troppo spesso non viene rispettata dagli assessorati di Palazzo Civico. Spiega Anna Vadalà, consigliera della Lega in circoscrizione Tre: «I trenta giorni per la risposta non vengono mai rispettati. Non ho mai ricevuto una risposta, ad esempio, sui giardini di via Malta, e il documento l’ho presentato a gennaio. Mentre all’interpellanza per il pericolo per l’igiene pubblica e la probabile presenza di amianto al chiosco del capolinea del 16, in corso Peschiera, l’assessora Foglietta mi ha risposto a metà marzo. E visto il tema, delicato, la ritengo una cosa grave».

Ad attendere risposte alla Tre è anche Stefano Bolognesi, consigliere di Fratelli d’Italia: «Aspetto da ottobre una risposta sui giardini della scuola Rosa Agazzi, ma è solo uno dei tanti esempi che potrei fare. In questo modo non si può lavorare se passano quattro o cinque mesi da un documento all’altro, e non è nemmeno corretto. Bisogna attenersi al regolamento». Regolamento scritto sulla carta che Palazzo Civico ignora, provocando la rabbia dei consiglieri dei centri civici, sempre più arrabbiati con la burocrazia-lumaca.

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