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IL CASO La lettera di “Dora Spina 3” alla Città fa infuriare Cerrato e Novello

Circoscrizioni contro comitati: «Parco Dora non si privatizza»

Polemica sulla mancata pubblicizzazione della riunione sul lotto Valdocco Nord

Tra il comitato Dora Spina 3 e le circoscrizioni Quattro e Cinque rischia di non correre buon sangue. La polemica riguarda il solito parco Dora. E per la precisione l’ultima riunione che si è tenuta a dicembre, dove è stato presentato il progetto del lotto Valdocco Nord, finanziato con i fondi ministeriali delle periferie e inserito nell’ambito di AxTo.

«A gennaio – si legge in una lettera – dovrebbe partire il bando per l’assegnazione dei lavori ed entro l’estate il cantiere. Ma alla riunione hanno partecipato pochi cittadini, in quanto si è scelto di non pubblicizzarla. Nemmeno noi siamo stati invitati».

I comitati chiedono che venga convocata un’assemblea pubblica per ascoltare il parere dei cittadini sul progetto e sulle possibili modifiche e integrazioni. Con riferimento ad una possibile privatizzazione. «Dichiariamo – continuano i comitati – la nostra ferma contrarietà a ogni tipo di privatizzazione dell’area del parco Dora e del capannone di strippaggio, così come esplicitamente proposto dai presidenti delle due Circoscrizioni interessate, che sembra stiano facendo un lavoro a favore di un imprenditore privato invece di svolgere il loro compito istituzionale». Ed è che qui che sono arrivate le prime repliche.

«La proposta che abbiamo fatto – racconta il presidente della Cinque, Marco Novello – non è la privatizzazione ma la costituzione di un organismo che preveda la presenza del privato e del pubblico per la gestione complessiva del parco. Dagli eventi alla manutenzione».

Più duro il presidente della Quattro, Claudio Cerrato. «Le critiche politiche sono legittime – rincara Cerrato – meno le insinuazioni dettate da un sedicente comitato. L’arroganza si unisce alla malafede quando si insinua che si vuole privatizzare quando si è proposto il modello della fondazione Roccafranca, dove la maggioranza è pubblica e il direttore un dipendente comunale e, soprattutto, vi è una ampia partecipazione delle realtà del territorio».

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