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La difesa dopo le denunce

Cinghiate ed escrementi nel panino, lo sfogo di un genitore: “Mio figlio non è un bullo”

Iniziati oggi gli interrogatori dei quattro ragazzi accusati di bullismo nei confronti di un 14enne di Ciriè. Il padre di uno dei giovani: “Vicenda da chiarire”

Sono iniziati oggi gli interrogatori dei quattro ragazzi, tra i 14 e i 15 anni, accusati di bullismo nei confronti di un 14enne di Ciriè. Cinghiate, insulti, sputi, minacce, sino ad arrivare agli escrementi nascosti in un panino: vessazioni che andavano avanti da circa otto mesi, sino a che la vittima non si è rivolta ai carabinieri.

LO SFOGO DI UN GENITORE: MIO FIGLIO NON E’ UN BULLO
I quattro giovanissimi sono accusati di ingiurie, minacce, lesioni personali, atti persecutori e tentata rapina in concorso. A coordinare le indagini il pm della Procura dei Minori, Marta Lombardi. “Mio figlio non è un bullo”, dice il padre di uno dei giovani. “Presi tutti quanti singolarmente sono degli ottimi ragazzi. Magari messi in gruppo, come spesso succede, si trascinano a vicenda. Ho parlato a lungo con lui e mi ha raccontato la sua versione dei fatti – continua -. Mi permetto di dire che forse sui giornali si è esagerato un po’. Se, alla fine, emergerà che ha sbagliato, è giusto che paghi. E’ una questione seria e voglio che sia chiarita bene”.

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