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Spettacolo
IL PERSONAGGIO Parla Matilde Gioli, ex nuotatrice diventata attrice con Virzì

«Il cinema è fuga dalla realtà… Non mi fido di ciò che sfugge»

La bella attrice milanese è nel cast dei “Moschettieri del Re”, il film di Giovanni Veronesi in uscita a Natale

A Natale in tutti i cinema italiani torneranno i “Moschettieri del Re”, ultimo film diretto da Giovanni Veronesi: sono D’Artagnan (Pierfrancesco Favino), che si è trasformato in allevatore di maiali, Porthos (Valerio Mastandrea) diventato un locandiere ubriacone, Athos (Rocco Papaleo) un castellano lussurioso e Aramis (Sergio Rubini) un frate indebitato che scappa dai creditori.

E accanto a loro ci sarà una favolosa Ancella, interpretata da Matilde Gioli. L’attrice milanese, che all’anagrafe fa Matilde Lojacono ma ha scelto di prendere il cognome della madre, è cresciuta tantissimo da quando venne lanciata ancora giovanissima da Paolo Virzì ne “Il Capitale Umano”.

Si era presentata come comparsa, ebbe un ruolo importante e da lì è cominciata una carriera ricca di soddisfazioni, anche se come ha raccontato al settimanale “Grazia” lei ormai questo mondo lo conosce bene e sa che nonostante la corretta campagna lanciata dal movimento #MeToo le donne sono e saranno sempre oggetto di ricatti sessuali: «Tutto quello che è successo dopo le denunce degli abusi sessuali è positivo, perché porterà più rispetto nei luoghi di lavoro. Io sono dalla parte delle donne, ma non posso fare a meno di esprimere solidarietà agli uomini che spesso, precipitosamente, sono stati additati come dei violentatori. L’eccitazione di questo momento va filtrata. Sono contro le gogne mediatiche».

Lei non è mai scesa a compromessi, ma come ammette con onestà «questo non mi ha impedito di percepire il ricatto sessuale sottinteso che c’è nel mio ambiente, come in altri ambiti professionali». Nel suo passato ci sono alcune pagine dolorose, come la morte prematura del padre che l’ha segnata profondamente e l’hanno anche fatta maturare, anche se è rimasta ben ancorata alla sua vita: «Il cinema può essere una fuga dalla realtà, ma io non mi fido di quello che mi sfugge. Esperienze dolorose come la morte di mio padre mi hanno insegnato che devi essere sempre presente, pronta. Volare via è da egoisti, non mi appartiene. Se me ne vado, so sempre dove tornare».

Arriva dal mondo del nuoto sincronizzato, per sei anni è stata anche allenatrice e in qualche modo la sua vita sentimentale è legata al mondo del benessere fisico, perché il suo compagno Federico è un osteopata: «Stare insieme non significa solo amarsi, bisogna condividere anche lo stile di vita. Sarebbe bello vivere con lui anche se non fosse il mio fidanzato». Fanno coppia fissa da un paio d’anni e Matilde descrive così il loro rapporto: «La mia relazione funziona benissimo su basi di parità. Anche se mi riconosco in un concetto di coppia un po’ ancestrale in cui il maschio, pur senza imbracciare la clava, non perde la sua identità». 

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